Corriere piccolo

venerdì 14 gennaio 2011

Tiziano Scarpa




4 commenti:

  1. Sinceramente ho cominciato a conoscerlo da poco.

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  2. Io mi sono innamorata di Scarpa con una sua prosa poetica "El capitalismo foraneo" che posterò uno di questi giorni, ispirata alla filosofia esistenziale del primo berlusconismo e del capitalismo finanziario che spinse al suicidio un operaio che aveva investito in azioni tutti i risparmi di una vita. Sinceramente il mio innamoramento è misterioso come ogni vero innamoramento sentimentale. Mi ha conquistata con la formulazione della domanda:" Mi vuoi tu?..." rivolta a vari settori del mondo consumistico commerciale e non. Mi è sembrata una domanda liturgica. Ho letto varie cose di questo autore e mi pacciono tutte anche se ho apprezzato maggiormente "Stabat Mater". E' un autore che non usa molti eufemismi. Tinge di colori forti certi passaggi , ma non saprei rinunciare a nessuna sua frase e ha dei momenti di profondissima e tenera umanità quanto di delicata sensibilità che compensano le pennellate di colore intenso. Beh! Ho un debole per Tiziano Scarpa. Ho già comprato l'ultimo libro "Le cose fondamentali" che leggerò quanto prima e,se ci riesco, scriverò le mie impressioni.

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  3. Da quello che scrivi così entusiasticamente
    penso che dovrò proprio leggere qualche sua opera. E poi mi fido del tuo giudizio.

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  4. Aldo, mi sono resa conto a più riprese quanto sia soggettivo l'apprezzamento di un libro.
    Di T.Scarpa ho preso a prestito due volumi alla biblioteca civica, parecchi anni fa, [restituiti entro i termini :)], i successivi li ho comprati. Il bibliotecario mi ha chiesto se conoscessi già l'autore. Risposi che avevo letto alcune pagine in internet di "Il primo amore" e che sì, mi piaceva molto. Osservò che l'autore o piace o non piace. A me - disse - non piace. Volli sapere perché, ma non me lo seppe o non me lo volle dire. Era molto prima del suo Premio Strega. Per uno che vuole iniziare la sua conoscenza dolcemente potrebbe leggere "Venezia è un pesce" è un bel modo di rivisitare la città lagunare, dalla prospettiva di uno scrittore che oltretutto vi è nato.
    Ciao, baci, Nou.

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