Corriere piccolo

venerdì 21 gennaio 2011

Censura e informazione

Per seguire le vicende italiane bisogna essere dei veri investigatori e degli esperti su molte materie: diritto, finanza, economia, giustizia. Cosa impossibile per un comune cittadino. Lo è anche per il cittadino con qualche motivo di distinzione.
Ogni notizia mediatica, viene affermata da alcune fonti e messa in dubbio da altre. L’informazione non è attendibile. Solo il coraggio delle convinzioni personali e la buona fede supportata da una condotta coerente alle proprie parole è credibile.
Riporto pertanto notizia della risposta di Tiziano Scarpa "Analfabeti di civiltà" http://www.ilprimoamore.com/testo_2140.html, riguardante la petizione contro l’estradizione dalla Francia di C.Battisti.

6 commenti:

  1. Mi piace molto che anche tu abbia diffuso questo triste caso (triste è una parola troppo debole). Hai fatto molto bene a riportare il testo di Tiziano Scarpa, che spiega molto sul caso Battisti.
    Forse ci rimarrà il dubbio che sia stato solo un pretesto, non so...
    A presto
    Lara

    RispondiElimina
  2. Ad un certo punto la ragione ci spinge a credere che se è stata emessa una condanna, questa sia suffragata da prove certe e non da una delazione di un compagno di azioni terroristiche. Cosa abbia spinto molti intellettuali a che C.Battisti potesse restare impunito e libero all'estero, penso si deduca dalle parole stesse di T.Scarpa. Avranno voluto senz'altro intraprendere un'azione di civiltà dei diritti umani che purtroppo in questo caso specifico favoriva la stessa persona che li aveva lesi per i reati commessi. E' un caso molto difficile e triste, prima di tutto per le vittime e i familiari.
    D'altra parte non si può mescolare i livelli di giudizio, altrimenti si arriva al linciaggio, nelle sue varie forme. E mi pare che la cosa abbia preso l'avvio.

    RispondiElimina
  3. Secondo me in Italia purtroppo la legge non è uguale per tutti,viene usata con due pesi e due misure.E in Brasile questo l'hanno capito,non ci sono state solo stragi impunite solo da una parte.E questo dovrebbe far riflettere.
    Ciao Nou con affetto Lidia.

    RispondiElimina
  4. Questo ci fa senz'altro riflettere, senza rinunciare all'idea di legalità. Credo che la legalità possa accompagnare la nostra vita. Alla pretesa di legalità possiamo contribuire ognuno di noi, pretendendola nelle minime azioni di tutti i giorni. Non è che sia così facile: ci vuole impegno. Come ce ne vuole per la raccolta differenziata. Illegalità e differenziata: sempre spazzatura è!
    Credo che prossimamente cambierò argomenti perché questi mi portano a un disperato sarcasmo.
    Un abbraccio, Lidia!
    A presto
    Nou

    RispondiElimina
  5. Non sarò certamente io a chiederti il tuo pensiero,ad ogni modo in questo momento non mi sento rappresentata,ho un figlio che convive,ma non può permettersi di sposarsi,come potrebbero mantenere un figlio essendo due par time?
    Noi abbiamo fatto il possibile per farli studiare,mi sono sentita ragazza madre,il padre il suo lavoro lo teneva quasi sempre fuori,ma sempre presente.Solo dopo la pensione abbiamo potuto comprare casa,ancora è da finire di pagare.
    Poi è successo qualcosa che ci ha scolvolto la vita,ma cerchiamo sempre di essere l'attrazzione maggiore per i nostri figli.
    Ciao Nou un abbraccio Lidia.

    RispondiElimina
  6. Lidia, quando ero giovane, non ce n'erano (soldi)e ho sempre lavorato aiutando la famiglia.
    A venticinque anni ho trovato un buon impiego e ho quindi lavorato in ufficio e a casa dedicando tutte le risorse alla nuova famiglia.
    Ora che sono in pensione e potrei godermi un po' di svago, ho i figli che non hanno un lavoro che permette loro la piena indipendenza, quindi c'è da essere a disposizione delle loro necessità...in breve, come anche tu sai, non è mai finita. Per fortuna che ho una mente incline a trovare soluzioni compatibili : mi adatto.
    Molto importante è che la salute non sia troppo precaria. Abbi forza e fiducia che ciò che vi ha sconvolti si dilegui.
    C'è stato un momento della via vita in cui ho compreso l'importanza dell'aroma del caffé che circolava libero nelle stanze dell'appartamento. E' stato il mattino dopo il rientro da una pesante degenza opedaliera. Sentire di poter appoggiare i piedi sul pavimento e riuscire a fare lenti passi da sola. Ho seguito piano piano l'aroma fino in cucina, debole e libera e grata alla vita. Avevo superato un'embolia polmonare. Ho avuto molte difficoltà, come capitano a molte persone purtroppo, ma devo ringraziare Dio che è vita e quindi salto il passaggio e ringrazio direttamente la vita, ché è una cosa straordinaria. Ho pensato tante volte a scrivere delle mie sofferenze, ma ogni volta rinvio più per pudore che per incapacità. Sono ancora presenti in forma di limitazioni, ma soprattutto nel sentimento. Ed è come se ci alimentassimo a vicenda,ci sostenessimo da un segreto patto di resistenza.
    dia, quello che vi ha sconvolto la vita non ha ancora stabilito una tregua, lo si comprende, ma lo farà.
    Ti mando un caro saluto
    Nou

    RispondiElimina