Corriere piccolo

mercoledì 3 febbraio 2010

Sognando L' Australia

Dalla mia corrispondenza privata pubblico due lettere che forse sono utili alla riflessione di come vanno le cose in questo nostro bellissimo ma debolissimo Paese.



Espatrio


Carissimi,

siamo così poco abituati al silenzio, all'assenza di stimoli sensoriali, ad aprire un varco nelle nostre giornate piene di azioni vane, che il solo pensiero di sedersi per scrivere una lettera, ebbene sì proprio una lettera, ci disorienta completamente.
Eppure è questa una pratica che fatico ad abbandonare.

Ma veniamo all'Australia.
Come riuscirò a sintetizzare in poche righe un sogno che si perde oramai nel mio passato lontano?
Intanto si invecchia, e con il trascorrere del tempo noi cambiamo, i nostri sogni mutano di forma, dimensione e colore...

Non ricordo più chi disse che gli uomini divengono tanto più infelici quanto più si allontanano dalla loro intima natura. Sono sempre stato un curioso inguaribile e forse un bambino perenne. Il mio desiderio di conoscere, comprendere, scoprire ha accompagnato tutta la mia vita.

All'inizio l'Australia ha rappresentato nel mio immaginario, l'inesplorato, la natura indomita, una sorta di lavagna bianca su cui ridisegnare una vita che lasciasse alle spalle tutto ciò che, fino a quel momento, mi aveva deluso; perché se è vero che miseria, dolore, delusione, tradimento esistono ovunque, è altrettanto vero che per poter continuare a sperare occorre a volte seppellire le rovine e ricominciare ad edificare una nuova dimora.

Oggi, a distanza di anni riesco a realizzare un sogno avendo in più perso le ultime remore di lasciare un Paese ormai al disfacimento morale e sociale (oltreché economico, ma questo mi pare il male minore), rassegnato, incurante, incapace di quello slancio verso un rinnovamento sincero che punti al bene comune.
In fondo ad ognuno di noi esiste quello che chiamerei l' "anelito fondamentale" e forse il mio è quello di stabilire un contatto con l'universo.
La solitudine, il silenzio, gli spazi sconfinati, gli orizzonti remoti, mi fanno percepire la vicinanza alle origini, che significano anche il buio dell'ignoto di cui, pare, oramai pochi siano ancora inclini a fare esperienza..

Poi verrà la "normalità" quotidiana; ma vorrei tanto approfittare di questo importante cambiamento e impegnarmi affinché ogni giorno non sia soltanto un contenitore da riempire con ciò che ci accade ma un piccolo orto in cui coltivare lo stupore, la scoperta, l'immaginazione e raccoglierne infine i frutti da donare ad altri uomini e altre donne, affinché possano in loro sopravvivere oltre la nostra esistenza.

Con affetto.


In risposta:

Carissimi tutti,

scrivere una lettera è un atto poetico. Finché avrò occhi, anch’io non vi potrò rinunciare.
Sull’Australia mi sono ritrovata a fantasticare, un tempo.
A desiderarla.
Conosco molto più le mie fantasie che non la realtà di quel paese.
Credo comunque che gli ampi spazi ancora ci siano in quella terra: spazi territoriali, spazi mentali, compresi quelli del cuore.
In Italia siamo troppo compressi.
La sento questa pressione e la sentono tutti quei ragazzi che fuggono nelle sostanze stupefacenti o più genericamente negli attacchi di panico: siamo affollati, senza interstizi solidali. Ci manca l’aria sufficiente ad ossigenarci e quel po’ di attenzione sufficiente a scaldarci il cuore.
Siamo troppo appressati gli uni agli altri, non riusciamo più a vederci, a conoscerci, e questo ci mette ansia, aumenta la paura nell’imponderabile esistere.
L’uomo ha bisogno di spazio e di tempo oltre al cibo, al pensiero, all’eros.
Per eros intendo: il bene, il bello, il buono e il vero.
Eh… sì! Siamo proprio ridotti così, noi esseri civilizzati! Noi, che sentiamo i nostri complessi bisogni, ma che in un numero esiguo ce n’è consapevolezza, così che li attribuiamo a categorie sbagliate e/o li indirizziamo in percorsi confusi. C’è anche qualcuno consapevole del percorso ma senza mezzi per affrontarlo.
Voi avete raggiunto una maturità di intenti e di forza. Avete unito la volontà, il pensiero e il cuore: io vi ammiro.
Sono con voi e condivido con animo lieto la vostra scelta.
Sono certa che troverete quello che cercate.
Io sono e sarò sempre qui, felice di ricevere e spedire lettere.
Con tutto il mio affetto.

7 commenti:

  1. Ciao...
    ho ricevuto solo questo tuo primo commento al gioco che di seguito ti allego:

    "Ciao, anch'io sono nuova [nounours(e]. Spero di non disturbare!
    Per me è Pinocchio n.2! Ma anch'io sono una frana in questi giochi di logica stringente."

    Mi indichi la soluzione secondo il tuo punto di vista ma il ragionamento che ti porta a dire questo non l'ho ricevuto...
    Se ti va resto in attesa :-)
    Un caro saluto

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  2. Ciao Marco, mi rifarò viva! Non credo non si sia perduto un gran ragionamento. Sono curiosa della risoluzione del gioco.
    Salutoni

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  3. Correggo del comm. sopra: "Non credo non si..." in "Non credo si sia perduto..."
    Ciao di nuovo!

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  4. Ciao (il nome?) :-)
    Ho letto e pubblicato il tuo commento...
    Intanto mi fa piacere che questo gioco ti faccia divertire... ne proporrò altri (almeno 1 al mese)...
    Per il quinto Pinocchietto mi dispiace ma non serve (a soluzione data ti renderai conto del perchè)...
    Il 4° Pinocchietto effettivamente non vede nulla (nemmeno con la coda dell'occhio :-))...
    Ogni Pinocchietto vede solo secondo la direzione del proprio sguardo (non può asolutamente muovere la testa ne vedere ti ripeto con la coda dell'occhio...
    I 4 Pinocchietti sono comunque in fila indiana... (credimi)
    Prova ancora, insieme a tuo marito che saluto, a fare un ragionamento un tantino più semplice...
    Sono convinto che motiverete la risposta sulla quale insistete e che (chi può dirlo) potrebbe anche essere quella giusta...
    Un caro abbraccio e a presto!

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  5. io sono fortunata sono nata in argentina e mai ho dovuto emigrare...ho viaggiato, pero sempre ritornato
    pero mio babbo e mia mamma, genovese e piemontesa non sai come hanno sofferto, e non cera internet, ne TV, e chaiamra lontano era difficile...
    penso che adesso e piu facile
    un bacio grande e grazie per pasare al mio blo e lasciare commenti pieni d amore a me

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  6. Io volo via con la mente almeno una decina di volte al giorno... dove vado non so con esattezza, fantastico.
    E' vero viviamo troppo compressi, ho la necessità di volare via ogni tanto, per poi tornare e fare il mio dovere.

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  7. @Marco: Caro Marco grazie del tempo che mi hai dedicato con le tue risposte. E' stato divertente scambiare ipotesi di soluzione del gioco al quale ha partecipato anche mio marito. Ora saremmo ritornati sul Pinocchio n.2, ma non voglio più essere assillante... anche se mi piace aggiungere che se tutti tacciono, il n.2 può dire che il suo cappello è bianco, avendo visto il grigio del n.1. Il terzo avrebbe parlato se avesse visto due grigi davanti a sé... insomma... basta: ora ci mollo! E' bello seguirti, ciao Nounours.

    @Gianna: Cara Gianna, sul tuo blog respiro aria di casa e di pensieri che abbracciano ogni cosa. Posso imparare tante cose. Spero di imparare un po' di più il castigliano, un po' alla volta..ma sono così lenta. Però se imparo qualcosa, non la dimentico più: diventa mia per sempre!
    Un abraço.

    @Cindry:ho dato un'occhiata al tuo blog e ho visto delle bellissime foto e letto ancor più belle poesie!
    I voli pindarici hanno bisogno di spazio dentro di noi e espressione fuori di noi.
    Grazie della tua presenza e a presto!

    @Tutti chiamatemi pure Nounours tenendo conto che sono una signora di mezza età (..un po' di più!), molto lenta nel suo vivere in quanto ama gustarsi la vita. Bacioni:-))

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