Corriere piccolo

venerdì 30 settembre 2011

In attesa del fatidico SI' di Marianna e Massimo il 15 ottobre 2011 SPOSI!

(immagine dal web)


                              Tanta e tanta felicità!!!

                            ********
                                           Kisses Marianna!
                                     Grazie del gradito regalo
                                                    :)
                                                 Nou

Stati d'animo


Silenzio

 

L’angoscia si ferma appena sotto lo sterno



Non riaffiora


Si addensa nelle cartilagini laringee


Non vibra


Non v’è nulla da dire, da aggiungere


Al tanto, troppo detto di vane parole


Afonia!


Finalmente il silenzio


A varcare il petto


A dilavare suoni concitati, striduli,


Volgari vocalizzi d’infelici tonalità


Silenzio…




giovedì 29 settembre 2011

Un regalo da Laura*

Nounourse o Paperella?

:-)

...Entrambe!!!

domenica 18 settembre 2011

Presenza-Assenza


A detta  di mio marito, la foto sul piano comunicativo è ben riuscita: "Se è stato voluto"  ha aggiunto.                            
Non è stato voluto, lo so di per certo, perché sono l'autrice   del clic con il mio cellulare. E, come volevasi dimostrare, a me la comunicazione riesce in modo inconsapevole: sia        
che riesca bene; sia che riesca male. :-)


Nou

lunedì 12 settembre 2011

Caro Maestro...

Compitino di 2° Elementare: “Il mio gattino mi ama”

   C’è il mio Persiano che russa sopra lo schienale del divano. Si tratta di Briscola che non mi lascia un momento. La sua attitudine è più da cane che da gatto e me lo spiego pensando che è cresciuto in compagnia del mio cane Pepo da cui ha avuto molti esempi da imitare. Non certo quello di salire così in alto: il Pepo  saltava sul comodo cuscino  e si accoccolava al mio fianco.
   Per il Pepo e anche per me le cose sono cambiate dal 17 Aprile del 2010; da allora dimora nel prato della baitina sotto un tumolo di sassi. Il prossimo anno ornerò il suo giaciglio con ciclamini gerani e lobelia perché la sua dimora dovrà essere ornata di colori e potrò dire a chi lo vorrà sapere: “Guardate che bei fiori crescono qui sopra il mio Pepo!”
   Il Briscola, sembra averlo sostituito e mi controlla da vicino, seguendomi in ogni locale dell’appartamento, come dietro alla mia testa sul divano o lungo il mio fianco sul letto.
   E  fa le fusa, tante fusa, prima di addormentarsi.
Beh! Non sono mai sola! E mi trovo molto a mio agio con questa compagnia.
   Briscola non mi racconta mai idiozie, così, tanto per riempire l’aria di suoni, come fanno certi galli e gallinelle (i volatili non me ne vogliano!) di villeggianti che deturpano di convenevoli ansiogeni il silenzio e la bellezza montani.
   Briscola si esprime con decisi miagolii  e altrettanti significativi ronf ronf solo per comunicare lo stretto necessario, nel rispetto dei  mormorii e dei sospiri dell’aria e della luce, delle piante, delle pietre e di tutte le altre cose circostanti, compresa me.

N.B. :
Caro Maestro, grazie di essere venuto ad insegnarmi a scrivere con l’inchiostro ed il pennino, nella classe mista con i bambini di 3° e 4°, dove ho imparato anche le formule e le figure geometriche del loro programma.
Oggi non so se l’insegnamento misto abbia favorito una certa mia confusione mentale di tipo organizzativo, però è stato molto, molto divertente trovarmi là con la tua classe.


Ciao!


Viola

domenica 4 settembre 2011

ll pensiero degli ulivi

Ho spento la tivù. Perfino Anno Zero: non se ne può più! Ora sento il rumore della pioggia. Entra dalla veranda aperta interrotto dal rombo di una moto. E’ passata, è rimasta la pioggia e leggeri veicoli in lontananza. Sono davanti al monitor, seduta un po’ bassa rispetto alla tastiera del PC. Devo sollevarmi verso l’alto. Omeri e cervicali. Sono sintonizzata sulle parole di un poeta. Lui non sa di esserlo. Non credo. Amo immensamente la sua poesia. Parla degli ulivi. Un commentatore replica di un uliveto di bambino. E’ incredulo della sua altezza. Io non ho mai posseduto un uliveto. L’ho visto da lontano, in corsa. Viaggiando con la macchina. Anch’io sono incredula nel vedere quei rami verdi spuntare dal tronco contorto e nodoso. Penso al tempo corrugato fra le incrinature e al lavoro degli uomini che sono passati per la raccolta delle drupe. Vi hanno spremuta l’anima generazioni e generazioni.  Ogni goccia di spremitura è anima di anima. Loro sono in ogni molecola: miriadi di predecessori che dimorano negli elementi. Non li vediamo perché li pensiamo in un altro tempo. Non li vogliamo vedere, per questo ci siamo inventati il tempo. E poi dovremmo accettare di essere vita e morte in un'unica essenza.
Gerbidi!
Alcuni uliveti ora sono gerbidi. Cerco il significato dell’aggettivo che mi sembra di incontrare per la prima volta, non è così, ne sono convinta, ma è la prima volta che vinco la pigrizia di controllare il significato. Terreno arido mancante di sali… gli antenati si sono agglomerati dove hanno trovato maggiore cura. Gli antenati sanno dove aggregarsi, mantengono intatta la loro intelligibilità. Questo scritto sugli ulivi, nasce dalla riflessione su più testi che li riguardano e dall’amore con cui gli autori li hanno composti. La forza del sentimento ricompone i collegamenti e l’energia ci riattraversa, noi e loro.
Penso felicemente che internet mi permette di conoscere i significati in tempo reale: “gerbido” sembra avere una connotazione negativa, invece mi ha indotta a chiarire una qualità e quindi il valore del significato. Naturalmente un significato in cui tutta l’energia del pensiero esprime la sua azione.  Mi sento strumento del pensiero fatto del compendio della nascita e della morte. Il pensiero è senza tempo… Pensiero…

sabato 3 settembre 2011

Questo è un Paese magnifico... di "merda" è la moralità di molti suoi abitanti

Di questo argomento ne ha trattato ampiamente la trasmissione Rai-tv3 “Report”, ma un ripasso non fa male,  ho ricevuto e perciò passo a mia volta  con questo post.
Nounourse

[Carissimi

vi invio un'interessantissima lettera sul modus operandi delle aziende italiane (ovviamente non solo) e sul loro "paradiso fiscale", scrittami da un amico che lavora in un prestigioso studio legale di Vicenza. Leggendola ne trarrete "profitto".
Alessandro

 "Incidenter. La mia (banale) ipotesi è che i veri ciccioni, da un punto di vista capitalistico, se ne siano già andati da un pezzo.    Lavorandoci nel settore, ti possono confermare che non c'è impresa di dimensioni medio-grosse o grosse che non abbia da anni le partecipazioni di controllo delle imprese operaie italiche all'estero (trusts, accomandite e merdate varie). Come immagino tu sappia, il meccanismo è questo: tu hai un'impresa operativa italiana "A" (quella che materialmente produce es. occhiali, o jeans o spettacoli boiate simili, o che assembla roba fatta in paesi poveri e la rinvende in Italy o nei paesi limitrofi, mungendo sempre lavoro sottopogato); A è controllata (meglio ancora attraverso una lunga catena di partecipazioni di controllo diretto o indiretto; il diritto societario criminogeno degli ultimi anni ha allegramente avallto la prassi) da un ectoplasma "B" con sede in qualche piccolo stato paradiso fiscale (stato, ipotizzo, sovente controllato dalla criminalità internazionale, la quale assiura il mantenimento di dati standards fiscali o penali). Nota bene: A, nel 2010, ottiene es. ricavi per 1000 in Italia, con costi di produzione stricto sensu per 500 (stipendi, materie prime etc.); A dovrebbe quindi pagare tasse sui restanti 500 (anche perché sfrutta es. ferrovie, strade, reti telefoniche o acque italiche). Invece no, perché,  A gonfia ulteriormente i suoi costi di produzione, aggiungendo altri pagamenti fatti a B, tipicamente:  1. corrispettivi di qualche licenza di marchio; in tal senso, come saprai, tutti (quasi tutti) i grossi marchi italici (occhiali, jeans, e vaccate simili) sono intestati a società estere sul tipo B; perché? presto detto: 1.1 per tenere i marchio fuori da eventuali crisi o procedure concorsuali che possano interessare  A (se A fallisce, il marchio è perduto, perché rientra nell'attivo fallimentare ed è destinato a essere venduto all'asta), 1.2 e per fare il giochetto dei costi che ti sto descrivendo; 2. corrispettivi di imperscrutabili servizi di "consulenza legale o contabile o tributaria". Cioè: B genera una autentica marea di carta, vergata anche da prestigiose law firms internazionali, da cui risulta che B presta consulenze o boiate simili ad A, e se le fa pagare carissime (ecco perché ci vogliono le prestigiose law firms, alle quali accedi se hai studiato in prestigiose università, alle quali accedi se hai redditi di partenza elevati) Risultato: ricavi = 1000; costi = 1000. A non paga un casso di imposte (o paga robe ridicole, o va addirittura in credito fiscale).   I schei si accumulano in B. Fuori casa.  Anche se le strutture produttive materiali (capannoni, macchinari, cantieri, reti tlc, linee ferroviare) restano in Italia. Ergo: solo una raffica di espropriazioni o nazionalizzazioni (senza indennizzo) delle cit. strutture produttive materiali potrebbe far rientrare dalla finestra quello che se ne è uscito dalla porta da un pezzo. Probabilmente 'sta idea ti farà sorridere. Ne ho discusso con alcuni colleghi; parrebbe l'UNICA via praticabile per evitare che la ricchezza (= fatica prodotta da 'na marea di uomini; nonché minerali, reti da pesca, o prodotti della ubertosa campagna piemontese e simili) se ne involi altrove. Scusa il povero e claudicante excursus.]