Corriere piccolo

mercoledì 6 aprile 2011

Aforisma

Nel languore amoroso qualcosa se ne va, senza fine; è come se il desiderio non fosse nient’altro che questa emorragia. La fatica amorosa è questo: una fame amorosa che non viene saziata, un amore che rimane aperto. (Roland Barthes)



(immagine dal web)


15 commenti:

  1. che bello!!! mi sono fatta trasportare dalle parole troppo belle ....grazie.

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  2. Credo proprio che poche parole bastino a rendere l'idea.

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  3. E' come dice Aldo: con poche parole viene definito un grande discorso.
    Ciao Nou, grazie!
    Lara

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  4. Sempre vero, sempre nuovo, questo denso assioma ogni volta che si vive un grande amore!

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  5. Nou brillante, come sempre!

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  6. Certo il romanticismo non ti manca davvero complimenti.
    Ciao Nou.

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  7. Il languore amoroso...
    ...moto perpetuo, come le onde del mare.

    Aforisma molto bello, Nounours.
    Ciao!

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  8. Guai a saziarla, ne moriremmo.

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  9. In risposta a:

    @Marianna:sono parole che esprimono bene il desiderio incessante di riconfermare l'amore.

    @Aldo: sono le poche parole che chiariscono la nostra ansia d'amare.

    @Lara: penso che l'amore di cui sentiamo continua necessità sia più grande di noi e per questo proviamo incompiutezza. Solo nella breve fase dell'innamoramento ci sembra di trattenerlo totalmente; ma, non è così la realtà e, come dici tu, è un grande discorso che R. Barthes sintetizza.

    @Adriano: Vero! Per ogni grande innamoramento.

    @Stella: ti ringrazio. Per le citazioni che posto, ho poco merito. Me ne attribuisco un pochino sul fatto che ci rifletto. Come Marianna, ho trovato che siano delle bellissime parole, meritevoli di condivisione fra amici.

    @Lidia: questo romanticismo è buono e, spero, contagioso.

    @Amore: come le onde del mare che lambiscono in egual moto ogni riva dello stesso mare.
    Ti ringrazio della visita :)

    @Antonio: penso che la fatica amorosa sia per sua natura costituita di una fame o desiderio non saziabile essendo un processo che si rinnova come le cellule del nostro sangue. Ho appena letto sul blog di Zio Scriba la poesia di Stig Dagerman "L'uomo che ama" e cito un verso: "Se i pianeti potessero amare uscirebbero dalle loro orbite e sarebbe il caos" Forse, anche noi, se potessimo saziarci d'amore, usciremmo da noi stessi, non ci rigenereremmo più: ne moriremmo, appunto!?

    A tutti se ho in qualche modo sproloquiato, chiedo scusa :))
    Un abbraccio

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  10. L'aforisma è gradevole ma, come la poesia in genere, lascia sempre qualcosa di inespresso o non detto. la più breve poesia di tutti i tempo la scrisse Giuseppe Ungaretti: "M'illumino d'immenso". Successivamente l'A., che pare le scrivesse su cartoline postali, indirizzandone una a Giovanni Papini, la ampliò così: "M'illumino d'immenso con un breve moto di sguardi".
    Il titolo è Mattino e si capisce il perché.

    Ho trovato questa analisi in Internet: “È la poesia più breve di Ungaretti: due parole, unite tra loro da fitti richiami sonori. Nell’illuminazione del cielo al mattino, da cui nasce la lirica, il poeta riesce a intuire e cogliere l’immensità.
    La comprensione della poesia richiede di soffermarsi sulla particolare valorizzazione del titolo, indispensabile all’interpretazione corretta del significato: lo splendore del sole sorto da poco trasmette al poeta una sensazione di luminosità che provoca immediate associazioni interiori ed in particolare il sentimento della vastità. M’illumino d’immenso significa appunto questo: l’idea della infinita grandezza mi colpisce nella forma della luce. L’intensità della poesia si affida anche alla sinestesia su cui è costruito il testo, oltre che al perfetto parallelismo fonico-ritmico dei due versicoli, aperti da una elisione, costituiti da due ternari e ruotanti attorno a due termini comincianti per i e terminati per o.
    Il poeta ha voluto esprimere la gioia di immergersi nella luminosa bellezza del creato, negli spazi infiniti di una mattina piena di sole.
    Il poeta guarda il cielo libero e sgombro e pieno di luce. Percepisce una sensazione di benessere e allora si riempie di luminosità e di gioia che lo fa sentire in armonia con la natura.
    Sopratutto in quel frangente, uscito Ungaretti dal fronte con i suoi amici martoriati dalla guerra.”

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  11. Luigi, mi sembra che l'aforisma esprima l'impossibilità della pienezza dell'amore rispetto all'angoscia esistenziale e di relazione, mentre nel Mattino c'è una chiara armonia fra sentimento dell'uomo e Natura e ne deriva un'immagine perfetta della bellezza della vita. Difatti pensare e pronunciare "m'illumino d'immenso" ti fa sentire dentro la luce del mondo, una felice sensazione.
    Ciao, grazie.
    Nou

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  12. Accidenti! Tutto questo esprime? Povero me, non ci capisco un'acca!

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  13. Luigi, ho premesso "mi sembra", insomma è una mia interpretazione personale che non so se possa essere ragionevolmente condivisa. Però è bello cercare di immaginare ciò che i poeti o i pensatori vogliono comunicare.
    Forse mi sono espressa confusamente e per questo non si capisce un'acca ?? :)))

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  14. Una breve definizione del termine 'aforismo' la si trova nel dizionario della lingua italiana, la seguente: "breve massima enunciante una regola pratica o una verità.". Il Grande Dizionario della Lingua Italia di Salvatore Battaglia - vol. I - pag.229 ne dà una definizione più accurata: "Aforisma (anche aforismo), sm. Sentenza, massima, proposizione che esprime con concisa esattezza il frutto di una lunga esperienza (di vita, di osservazione, di analisi; e, in particolare, un precetto di medicina). Voce dotta. Lat. tardo ‘aphorìsmus’ ‘definizione’”.
    La definizione che ne dà Wikipedia: “Un aforisma o aforismo (dal greco ἁπφορισμός, definizione) è una breve frase che condensa - similmente alle antiche locuzioni latine - un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale.”.
    ”Umberto Eco, in un articolo pubblicato sul sito internet Golem L'indispensabile nel 2001, intitolato "Paradossi, aforismi, stereotipi"[1], ha proposto la nozione di aforisma cancrizzabile (da cancer, nome latino del gambero, ad indicare la sua reversibilità) per indicare un aforisma che può presentarsi sensato e condivisibile sia nella sua forma usuale che in una forma rovesciata (ad esempio con soggetto e complemento invertiti).
    Tentare di cancrizzare un aforisma significa quindi mettere alla prova la sua validità in quanto portatore di un nuovo punto di vista per chi lo comprende. Un aforisma cancrizzato con successo rivela infatti immediatamente al lettore che entrambe le sue forme (la usuale e la cancrizzata) sono in pari misura vere, e che in definitiva l'aforisma in questione non è portatore di conoscenza ma è soltanto un'espressione arguta.”.
    Contenuto. “Quanto al contenuto, Karl Kraus affermava che «L'aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezza» e «Un aforisma non ha bisogno di esser vero, ma deve scavalcare la verità. Con un passo solo deve saltarla» (Detti e Contraddetti, Adelphi Editore).”
    Tu ha scritto: “Luigi, mi sembra che l'aforisma esprima l'impossibilità della pienezza dell'amore rispetto all'angoscia esistenziale e di relazione…”.
    L’aforisma che tu proponi: ” Nel languore amoroso qualcosa se ne va, senza fine; è come se il desiderio non fosse nient’altro che questa emorragia. La fatica amorosa è questo: una fame amorosa che non viene saziata, un amore che rimane aperto. (Roland Barthes)”.
    “Roland Barthes (Cherbourg, 12 novembre 1915 – Parigi, 26 marzo 1980) è stato un saggista, critico letterario, linguista e semiologo francese, fra i maggiori esponenti della nuova critica francese di orientamento strutturalista.”.
    Vedi, io sono stato per 40anni direttore di carceri, ciò mi ha obbligato ad occuparmi di altro e di comportarmi in modo sempre pragmatico e positivo, con nessuno spazio per speculazioni di qualsiasi genere.
    Per riuscire a capire questo aforisma e la nozione che ne dai tu ho dovuto fare un lavorìo di (modesta) ricerca, che precede, e adesso, solo adesso sono in grado di dire che ho capito la tua analisi, che condivido pienamente.
    Quindi, non tu ma io ero in difetto. Adesso posso dire che questo aforisma mi piace, molto.

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  15. @Luigi
    Mi fa piacere che l'aforismo di R. Barthes ti sia piaciuto molto. Mi fa piacere di condividere il piacere :)!
    Ho visto che il tuo libro è alla seconda edizione : è giunto il tempo che io lo legga! Ne ho sentito parlare già sul forum di Andrea Vitali diversi anni fa. Ero rimasta ben impressionata dal tono dei tuoi interventi. Non ho più frequentato il forum da parecchio e per caso ho trovato Il giornalieri blog girando in rete. Ora sono pronta per leggere il tuo libro perché penso che sia una lettura interessante. Come vedi i miei tempi di maturazione sono molto lenti, ma in queste cose mi muovo come se il tempo a venire debba essere interminabile. Appena avrò l'occasione cercherò "La mia vita dentro" nella mia libreria di fiducia che, fra l'altro applica uno sconto fisso del 15%. :)!
    Io sono un'autodidatta da molti anni. Da quando sono in pensione mi dedico alla lettura e alla ricerca delle tante cose da sapere in tanti campi, in modo specifico mi interessa la letteratura e la pittura. Apprezzo molto la musica. Conosco poco di queste discipline, purtroppo. A volte penso che una volta perso il treno alla fermata giusta sia vano ogni sforzo per rincorrerlo, ma,come ho affermato prima, ho una vita davanti per imparare e forse non è mai troppo tardi. La sconfitta alligna poco nella mia indole sia pur titubante.
    Grazie per questo tuo commento.
    A presto, Nou.

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