Corriere piccolo

lunedì 26 ottobre 2009

Sola soletta...

C’era una volta una moneta che se stava sola soletta dentro una scatoletta.
Sonnecchiava, sbadigliava e si annoiava... ma, a volte, veniva sballottata da tutte le parti: il suo padroncino ne provava il tintinnio.
Tin, tin, ton! Tin, tin, tan! Ohi che musica, ohi che dolor!
La poveretta si ritrovava piena di ammaccature sui fianchi, sui gomiti, con bozzi in testa... dappertutto.
Se avesse avuto una compagna, avrebbe potuto abbracciarla durante il terremoto. Unite avrebbero riportato minor danno e maggior consolazione.
Il padroncino era arrabbiato con la moneta, perché non poteva scambiarla con alcunché. A questo lui spesso pensava, mentre giocherellava. La poveretta non ne poteva più e si ripeteva: “Io non potrò mai essere scambiata, sono troppo misera. Anche se mi arrivasse una compagna, avrei risolto il problema della solitudine, ma saremmo in due a subire contusioni”.
Diventava sempre più triste e sconsolata benché continuasse a riflettere: “E, se arrivassero delle soffici lire di carta? No, non servirebbero: il mio padroncino le scambierebbe all’istante ed io rimarrei, di nuovo, sola”.
Non c’era proprio nulla da fare, si doveva rassegnare ... ma, un giorno, accadde che una vecchietta, non molto abbiente per la verità, regalò al padroncino due biglietti da diecimila.
Cosa comprare con quei soldi? egli si domandò. Niente o quasi niente fu la risposta, anche quel denaro non era degno di considerazione e finì subito nella scatoletta.
“Oh! che bellezza!” - esclamò la monetina - “che morbido sofà!”
Da quel giorno poté abbandonare tutte le sue paure e le dolenti membra sul morbido e sicuro giaciglio, poiché ebbe la fortuna di finire, dimenticata, fra un biglietto e l’altro.

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