Corriere piccolo

giovedì 10 novembre 2011

CHE SIA PROPRIO VERO CHE... ? -aggiunta al post precedente

Il metro come unità di misura di lunghezza, ma soprattutto come metro di giudizio sulle cose in senso traslato, mi ha spinta a ricercare su questo argomento. In verità, la cosa parte da più lontano e precisamente da un paio di  lezioni di introduzione alla filosofia del computo che, stupidamente, non ho proseguito a frequentare, e che rimane come curiosità nel taccuino degli appuntamenti mancati. (Nounourse)



Testo estratto da: http://www.appennino.unibo.it/CastelSanPietro/Lavori/metro/gnobili_metro.pdf



A L C U N E  R I F L E S S I O N I  S T O R I C O - S C I E N T I F I C H E .

Una ricerca sul metro ci porta molto lontano nel tempo, fino ai filosofi del mondo greco e

particolarmente a Protagora (481 - 411 a.C.) quando affermava che "l'uomo è misura di ogni cosa"

(idea poi ripresa in ambito rinascimentale). Infatti tale frase può anche essere interpretata come la

constatazione del fatto che venissero utilizzate come unità di misura parti del corpo umano; ad esempio:

braccio, piede, palmo, pollice, ecc...(termini che sono rimasti ancora in uso anche in certi ambiti

moderni, come le grandezze degli schermi delle televisioni e dei monitor dei computer che vengono

ancora espresse in pollici, a sua volta definiti dal sistema metrico anglosassone). Si sono ritrovati dei

campioni di misura egiziani, detti cubiti reali e adottati già nel 3000 a.C., che corrispondono alla

lunghezza di un braccio dal gomito alla punta delle dita tese. Inoltre non bisogna dimenticare le

implicazioni sociali della scelta di unità di misura antropomorfiche e quindi soggettive (non tutti i piedi

hanno la stessa lunghezza!); infatti le problematiche metrologiche si occupano anche di comprendere in

quali condizioni sociali il concetto di "giusta misura" assurge a simbolo di onestà in generale, in che

modo si siano venute formando le competenze del potere dello stato relativamente al controllo delle

misure e quali conflitti si siano manifestati intorno a queste competenze, quali siano le condizioni

sociali indispensabili per introdurre l'unificazione metrologica...che trova proprio il suo culmine con la

creazione del metro.

La misurazione dello spazio si rivelò necessaria quando i contadini cominciarono a dividersi la

proprietà dei campi e ciascuno voleva essere sicuro di ricevere la terra a cui aveva diritto; nacque così

l'esigenza di creare delle unità di misura standard. Esse si basavano ancora sulle dimensioni del corpo

umano, ma venivano fissate con riferimento ad una persona particolare, di solito il re o l'imperatore, ed

erano poi riportate su campioni rudimentali di cui si facevano numerose copie perché tutti ne potessero

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usufruire e ci fosse una certa unitarietà metrologica (almeno all'interno della stessa nazione o anche solo

della stessa regione).

Ad esempio, all'epoca dei Romani, l'unità di misura di riferimento era il piede romano, lungo

296 mm. e suddiviso in 12 pollici, la cui lunghezza avrebbe dovuto corrispondere a quella del piede

dell'imperatore Vespasiano (sulla cui esattezza esistevano tuttavia diversità d'opinioni che nascevano

dalla diversità dei monumenti dai quali si ricavava l'estensione); in epoca feudale, quando coesistevano

sovranità diverse, come il Comune, il signore, la Chiesa e il re o imperatore, coesistevano anche misure

diverse, ognuna valida nel proprio ambito. Durante il 1600/1700 invece fu preso come elemento di

riferimento il piede del re di Francia o piede di Parigi, di cui si posseggono ancora alcuni campioni

originali (all'Osservatorio Ximeniano di Firenze ne esiste uno datato 1702) , che misurava 324 mm.

Solo più tardi, le diverse sovranità metrologiche furono superate tramite il concetto di Stato e la

Rivoluzione Francese giocò un ruolo determinante in questo senso. Nel mondo scientifico e in

particolare nell'ambito della fisica sperimentale, l'esigenza di uniformare le unità di misura era dettata

dalla difficoltà da parte degli scienziati di riprodurre gli apparati realizzati da altri che avevano in

adozione unità di misura diverse, pur potendo mantenere inalterate le proporzioni; infatti già Christiaan

Huygens (1629-1695) aveva proposto come unità di riferimento la lunghezza del pendolo che batte il

secondo (ma, ahimè, insostenibile a causa della variazione del periodo sia con la temperatura che con la

latitudine!). Un'altra esigenza sempre del mondo accademico era quella di uniformare anche il sistema

di multipli e sottomultipli e la base in cui contarli ; infatti già nel 1400/1500 si ha notizia di alcuni

matematici, quali il Regiomontano (1436-1476) e lo Snellius (1581-1626), che utilizzavano il sistema

decimale per "comodità e vantaggio nel conteggiare", mentre nell'uso pratico le suddivisioni erano

operate sia in base 8, che 12 ed anche 20 ed infine esistevano anche sistemi misti: una vera "babele"! In

questa situazione abbastanza complessa, si può comprendere come fosse necessario un nuovo ed

universale sistema di misure, pur dovendo superare le suscettibilità nazionali e le consuetudini secolari;

solamente una misura che fosse insita nella natura stessa avrebbe potuto avere speranza di successo!

Infatti la Rivoluzione Francese sancì la nascita del metro come la 40 milionesima parte del meridiano

terrestre e il campione di riferimento, realizzato ora in una lega di platino-iridio, è conservato presso il

Museo dei Pesi e delle Misure di Sévres, presso Parigi. Tuttavia tale campione è diventato al giorno

d'oggi solo una misura puramente convenzionale, in quanto una rimisurazione accurata del meridiano

terrestre ha apportato ad esso delle correzioni e non è esattamente 40.000.000 metri come si riteneva

alla fine del 1700! Ora dipende dalla velocità della luce (cioè lo spazio corrisponde al tempo che la luce

impiega a percorrerlo) e ciò è un fatto veramente curioso: anche le antiche meridiane misuravano il

tempo in base allo spazio percorso dalla punta dello gnomone o indicato da una "bolla" di luce (es.:

meridiana solare di S. Petronio di Bologna)...che sia proprio vero che "non c'è nulla di nuovo sotto il

sole"? che l'unificazione di spazio e tempo sia sempre stata sotto i nostri occhi?

19 commenti:

  1. Cara Nou questo post lo trovo molti interessante, quante cose ci stai spiegando, di questo ti ringrazio di cuore, buona serata.
    Tomaso

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  2. Buona serata anche a te e a tuo fratello Tiziano, caro Tomaso. Sono in ritardo nella risposta ai vostri precedenti commenti, a presto. Un abbraccio!

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  3. ciao Nou interessante la domanda posta sui cambiamenti del sole, difficile è la risposta, per il momento continuiamo ad ammirarlo com'è,
    un caro saluto e buon weekend.

    Tiziano

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  4. Ciao Tiziano, sono in accordo con te. Buona serata e buon weekend. a presto
    Ciao Nou

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  5. Excursus veramente significativo ed interessante.

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  6. Veramente interessante: fa riflettere !

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  7. Mi limito a dire che ho imparato moltissimo da questa "lezione" e ti ringrazio molto cara Nounours.

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  8. Nou, mamma mia quanto mi hai fatto rispolverare e imparare ancora sul metro...
    Complimenti!

    Lieta domenica!

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  9. Non c'entra mica tanto col tuo post.
    Ma sono troppo felice e stasera debbo brindare con tutti i miei amici blog.
    Alla salute Nou, l'incubo è finito e domani è nun altro giorno.
    Un abbraccio pieno di gioia !!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  10. @Adriano
    @Grazia
    @Aldo
    @Gianna
    @Cavaliere oscuro del web
    @Speradisole
    @agli amici tutti

    Pare che ci stiamo avviando a vivere più giuste misure con il nuovo governo e per questo mi unisco a Speradisole e a tutti voi in un bel brindisi e un evviva:))

    Un abbraccio
    Nou

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  11. Oggi è gran giorno, un giorno che comincia la ricostruzione, con pazienza e senza troppe illusioni. Buongiorno Italia.

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  12. Siccome è materia a me sconosciuta e sostanzialmente indigesta, ti dico solo: cribbio, mi è venuto un gran mal di testa! ;-)

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  13. @Antonio: senza troppe illusioni e con la pazienza di aspettare. La pazienza di aspettare non è costantemente nella mia indole, ma questa volta è necessario. Per la mia indole avrei mandato a remengo Bce, Spread e quant'altro e sarei andata in default, costi quel che costi; Inoltre avrei fatto il gesto dell'ombrello ai giocherelloni della finanza,alla culona, al signor Carlà, a quel bel giovanotto abbronzato e al nostro cainano pure, con tutte le sue ville, aziende varie e a tutto l'ambaradam variegato che ci va dietro. Tanto quello che ho io da perdere in fondo è la vita, nel senso che potrei aver bisogno di sostegno sanitario data la mia età, e potrei morire per...default. Però, data la situazione, va bene così e prepariamoci a conservare al meglio la nostra salute, ne avremo comunque bisogno!
    Bacioni :)

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  14. @Luigi: se ci pensi a come la gente s'è data da fare, s'è inimicata, s'è accoltellata per un metro in più o in meno e per come ne è nata della giurisprudenza sul tema, allora...se ne potrebbe pure pensare e scrivere con ironia per sdrammatizzare. E poi con le misure sono stati concepiti canoni di bellezza per l'architettura e per le forme plastiche...dai!,non farti venire il mal di testa :))
    ...o forse è il nuovo governo che mette un cerchio alla testa? Sinceramente io non vorrei mai più tornare indietro con l'ansia del baratro pronto per noi, ma ho un residuo d'ansia rispetto all'equità dei provvedimenti che verranno presi. Vorrei vederla in pratica la svolta che promette un futuro in risalita. Spero presto.
    Un abbraccio
    Nou

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  15. Nou, quante cose che ho appreso questa mattina
    grazie signora bella
    Ma ritornerò a rileggermelo sta certa ma con più calma.
    Un bacione e un caro buona giornataq! ciao

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  16. Post interessante, c'è sempre da imparare e non basta una sola vita..mi unisco al brindisi un pò in ritardo, c'è un lungo cammino da fare, fatica e rinunce, ma pian piano ci risolleveremo.Un caro saluto.

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  17. @Rosy
    Ciao carissima Rosy, anch'io amo rileggere i post degli amici blogger. Se nella prima posso essere colpita emotivamente, nella seconda mi gusto con calma i testi. Qualche volta permango, purtroppo, alla mia prima impressione perché, quando gli argomenti sono troppo elevati per la mia conoscenza culturale, non c'è ripetizione che tenga! Però qualcosa imparo sempre :) Un bacione! Nou.

    @Riri
    Non basta una sola vita per inoltrarci nelle tante cose belle da conoscere e sapere. Per quanto riguarda la situazione del Paese, penso che sarà sempre meglio di prima e in questo mi associo al tuo fiducioso ottimismo.
    Sono passata dal vostro condominio, mi sembra di capire che vi siano diversi partecipanti. Ci sono tante storie da raccontare sulla vita condominiale, a volte ho pensato che è una bella prospettiva. Però sembra, come per la politica, che non si abbia voglia di rimestare più di tanto e che si tenda a soprassedere, soprattutto sulle riunioni condominiali ;)
    A presto
    Un abbraccio
    Nou

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