Corriere piccolo

venerdì 15 ottobre 2010

Centro commerciale - 3° Parte

Riprendo la lettura. Le ragazze si allontanano verso le vetrate e confabulano fittamente fra di loro. Poi la spavalda mora se ne va e la biondina, la perdo di vista.
Leggo: “Si stava per ore sulla strada in silenzio quando il pensiero –veniva- su una o anche su due gambe. Così voleva la dignità della cosa”…
Penso che significhi che l’inclinazione al pensiero meditato da parte di alcuni uomini era considerato un valore e per questo rispettato. L’incontro con persone riconoscibili in tale atteggiamento dava modo di comprendere l’importanza del cerimoniale. Il cerimoniale si esprimeva attraverso un tempo, uno spazio e una forma a esso riservati. Il cerimoniale era il luogo di accoglienza per lo sviluppo del pensiero.
Oggi il pensiero non può occupare tutta la mente e fermarsi “su una o anche su due gambe”, cioè soggiogare le membra (più in generale il corpo) per ore al percorso meditativo, come richiederebbe la dignità del pensiero, della cosa.
La biondina rispunta, si avvicina. Vuole spiegarmi che nulla si può contro la macchina. Anche a lei e alla sua amica e capitato ieri e l’altro ieri, di non aver ricevuto il resto. Vuole soprattutto affermare che loro non rubano.
Mi faccio l’idea che si siano intimorite del mio anatema: è nota la loro natura superstiziosa. Sono molto intuitivi e la biondina non fa eccezione: ha capito che io me ne frego della superstizione; ha capito anche che non ho pregiudizio nei suoi confronti.
Riprendo il discorso su ciò che sarebbe giusto in questo caso, e cioè riconoscere all’uomo il resto che gli era dovuto per riparare del difetto meccanico.
Non importa –dico- se in passato avete subito lo stesso danno, ora tu e il signore vi trovate di fronte e puoi riconoscere il gesto giusto da fare: non per il valore pecuniario ma per il valore morale: sarebbe un gesto di rispetto e di solidarietà…
La biondina mi guarda con due occhi molto incuriositi: non so se mi abbia compresa veramente. Non fa nessun gesto solidale. L’uomo se ne va speditamente accennando, verso di me, un saluto con il capo. La ragazza prende il suo posto al tavolo di fianco al mio.
E’ curiosa inoltre di sapere cosa leggo in quel libro giallo.

4 commenti:

  1. Il bello di quello che scrivi è che oltre al racconto io mi vedo come assistere una lezione e apprendo.

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  2. Spero che quanto scrivo abbia un contenuto plausibile. Ti ringrazio Aldo, ma non fidarti troppo...spesso mi arrampico sugli specchi :((
    Un abbraccio, Nou.
    P.S.: seguirà una 4° e ultima parte in cui vorrei incontrare Er Sor Nietzsche che era pure carino nei suoi momenti migliori...ah,ah! "Io, speriamo che me la cavo" :))), ciao.

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  3. Non mi viene un commento specifico. Attendo l' ultima parte. I nostri dialoghi a voce colmano la mia lacuna. A presto per la zeta di Zorro : )

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  4. Attendo con ansia la zeta di Zorro:brrr :))))bye bai!

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