Corriere piccolo

lunedì 11 ottobre 2010

Centro commerciale - 2° Parte

Non posso più stare solo ad osservare e con un tono di voce intenzionato ad essere il più calmo e dolce possibile, lo blocco: “ No, senta, ci riprovi – gli dico - A 67: A…ssei…ssette…”
Sembra che la mia voce quieti la sua agitazione. Intanto, l’anziana donna, interviene avvalorando la tesi del coevo e mi assicura che anche il giorno prima è successa la stessa identica cosa e che ha perso pure tutte le monete. Un esplicativo tloch!, interrompe la spirale di congetture negative e la lattina di coca cola può essere rimossa dal cassetto di prelievo.
I teneri anziani si felicitano ora risollevati del buon esito.
La donna infila la bibita in borsa, subito saluta e se ne va asserendo che, bene!, oggi è andata bene.
L’uomo si accinge ora a selezionare un caffè per sé.
Caffè: 35 centesimi. Mette due monete da 20 e preme il pulsante selezionatore. Subito esce il bicchierino con il caffè, ma non il resto di 5 centesimi.
L’anziano si siede al tavolo presso cui poco prima stava la giovane coppia, Le dimensioni dell’uomo occupano tutto lo spazio fra il tavolo e la macchina distributrice. Sembra un giocatore di carte di Cézanne, un po’ scomposto, messo di sghimbescio. Rivolto a me, che ormai ho lasciato in sospeso la lettura con il libro aperto all’ingiù sulla pagina del sesto paragrafo, disserta sui cinque centesimi di resto che il marchingegno tiene in sospeso fino alla prossima consumazione; lo spiega il tecnico della manutenzione in un breve comunicato incollato sotto il pulsante per il recupero monete. L’uomo mi dice che non sono nulla 5 centesimi! Anche ieri ha fatto così: se li mangia lei o quelli che selezionano dopo di me. Questa macchina è strana! Potrei andare alle casse e chiederne la restituzione. Me li darebbero! Ma come si fa a chiedere 5 centesimi…non vado di certo! Non sono nulla cinque centesimi, asserisce impettito. Io annuisco. Lui abbassa gli occhi.
Io – Si!, ha ragione. Si tratterà di un guasto, di un malfunzionamento. Però dovrebbero ripararla non per i 5 centesimi, ma perché non è corretto.
Lui – Già…proprio così…non è giusto! E poi 5 centesimi oggi e 5 centesimi domani …alla fine non è giusto! Ma come si fa a chiedere 5 centesimi alle signorine delle casse? Anche se te li danno, senza fare una piega! Solo…andare a chiedere…figurarsi…5 centesimi!
Io sorseggio la mia cioccolata, lui il suo caffè. Riprendo in mano per un attimo il libro e lo richiudo introducendo alla pagina una matita per le sottolineature come segnapagina. Il volumetto sembra ora un oggetto fuori posto in quel luogo, benché non mi prenda la determinazione di riporlo in borsa. Non so per quanto dovrò ancora aspettare mio figlio e questo tempo mi può essere utile nel recuperare le letture che il gruppo di filosofia ha già fatto e meditato negli incontri in cui io ero assente. Non so ben comprendere Nietzsche, ma questo punto 6 mi sembra accessibile.
Tento di riprendere la lettura ma, subito, arrivano due giovani donne, pure loro si mettono alle prese con monete, codici e pulsanti.
L’uomo – Ecco! Ha visto che i 5 centesimi sono usciti assieme al resto delle ragazze?
Io – Davvero!- Vedo il display segnare l’azzeramento del credito e d’impulso, rivolgendomi ad una delle due, la informo che 5 centesimi del suo resto sono del signore, seduto.
Le due adolescenti sono palesemente di etnia rom. Una biondina che mi osserva apertamente ed una moretta che mi dà una sbirciata obliqua e una scrollata di spalle, come per dire che tutto il resto è caduto nelle sue mani , ciò prova che è tutto suo. L’anziano le spiega che sì, i 5 centesimi, sono nelle sue mani, ma solo per difetto di funzionamento del meccanismo. La moretta scrolla di nuovo le spalle, spavalda. Io mi indigno e replico che lei si sta tenendo 5 centesimi in più del dovuto: di fare i conti! Scrolla di nuovo le spalle e, nel movimento, rovescia parte della cioccolata calda sul pavimento. - Ben ti sta! – Le mando a dire, pentendomene nello stesso medesimo istante!
Riapro La gaia scienza e mi ci aggrappo come ad un’ancora di salvezza.

4 commenti:

  1. Direi che anche se si trattava solo di 5 cent - credo di euro - valeva la pensa insistere per riaverli. Che sorpresa nel finale con la cioccolata che va per le terre.
    Ciao Nou.

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  2. Ciao Aldo, che gioia rileggerti!
    Sì, si trattava di centesimi di euro e l'uomo pensava ai suoi caffé "bevutisi" dalla macchina!
    Ehm...mi sento cattiva quando dico a qualcuno che ben gli sta una disavventura, ma se questo è frutto della sua indifferenza e ingenerosità, beh!...ben gli sta: punto!
    Aldo riguardati sempre, è questo che vuole l'affetto di quanti ti seguono e anche il mio.
    Ciao Aldì il Monticià!
    Bacio, Nou.

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  3. Nou
    ¡¡¡che bene scrivi!!!
    bacioni

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  4. Grazie Gianna.
    Un bacione anche a te.

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