Corriere piccolo

domenica 25 aprile 2010

Prendendo spunto da una lezione di Eugenio Scalfari all’Università La Sapienza di Roma

Leggevo il quotidiano La Repubblica ancor prima del primo governo Berlusconi. Il cavaliere, allora era conosciuto più come imprenditore che come politico. Nei salotti milanesi conoscevano bene le qualità e i difetti di colui che sarebbe diventato il nostro premier. Un editoriale di E. Scalfari mi colpì molto per la conferma che diede alle mie impressioni sul nuovo personaggio emergente del dopo Craxi. Già Craxi aveva invitato al disimpegno politico generalizzato consigliando tutti ad andare al mare anziché a votare, dato che la classe politica era tutta corrotta. Scalfari disse di Berlusconi che era una persona che affermava e poi ritrattava e con questo metodo faceva i suoi affari. Credo che il nostro presidente del consiglio sia stato sottostimato, allora. Poi abbiamo visto com’è andata. Oggi molti lo sovrastimano per le sue ricchezze. La situazione economica farà cambiare, a poco a poco il consenso di parecchi di questi connazionali affascinati dall’uomo di potere. Io non dimenticherò mai l'offesa del cavaliere e di quelli che la pensano/pensavano come lui, nell'avermi dato della cogliona in quanto votante lo schieramento di centrosinistra. Io vorrei dire a Berlusconi e ai berlusconiani che sono una cittadina italiana, soprattutto stimabile. Vorrei dire che non ho mai fatto la furba e che se questo volesse essere il nuovo senso dell’appellativo affibbiato al popolo della sinistra, cioè "coglione" perché onesto, ne sono semplicemente orgogliosa dato che ho trovato sempre deplorevole il mondo dei furbi e, che per i miei canoni morali questi furbi non sono che ladri e tali dovremmo impegnarci a chiamarli SEMPRE.
Spero di poter esprimere il mio voto per un partito politico che se lo meriti: per ora mi devo accontentare, ma non è detto che le cose restino sempre tali.

2 commenti:

  1. Bravissima, seplicemente ammirevole, un post da incorniciare.
    Sono riuscito anch'io a vedere un bel pezzo della lezione di Scalfari all'Università La Sapienza di Roma non ricordo se su Internet o in TV, roba di qualche giorno fa e mi sono rallegrato virtualmente con lui e adesso con te che ne parli. Come sembra che si dice "una lezione magistrale".

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  2. Caro Aldo, ho raccontato di un sentimento che mi ha accompagnata per tanti anni, e che ancora vive. Mi pare che le cose stiano cambiando anche se è difficile prevederne i risvolti. Però sta cambiando... ora battono sul tema della cultura politica: dicono continuamente che il cambiamento dipende da "un fatto culturale". Ne sono convinta anch'io, basta che chi ruba non dimentichi di essere un ladro e cioè:" il fatto morale".

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