Corriere piccolo

giovedì 4 febbraio 2016

Questo mio blog

Immagine da web





Ci tengo a questo blog. Mi sono convinta che sia una cosa importante di cui non riesco a privarmi, nonostante numerosi ripensamenti.
C’è una parte di me nelle sue pagine che non riesco a eliminare, a annullare.
E’ cosa seria quanto lo sono io.
Mi fa sorridere il pensarmi “cosa seria”, ma è proprio così: “cosa” per come vengo considerata dalla società dei consumi e dal sistema burocratico di questo mio amatissimo paese; “seria” per i sentimenti e l’impegno che ci metto nel vivere.
Non ho mai amato così tanto la vita prima d’ora. Ora, mentre i segnali del declino sono evidenti. Ora, mentre mi vedo riflessa nella madre centenaria inferma, dai lineamenti scavati e i pensieri confusi. Ora cosa accadrà? Come cambierà questa vita che ho imparato ad amare e ringraziare…
Mia madre dice di essere stanca e di voler morire, mentre dimostra ancora un forte attaccamento a quanto può farla stare bene. E’ ben accudita nella casa di riposo e seguita per tutte le necessità del suo stato. Non è grata per l’ assistenza che riceve e appena può si lamenta del personale malevolmente.
Mi sento smarrita verso la sua personalità di anziana che si manifesta senza più mediazioni e tabù. E’ chiaro che è lei al centro dell’universo e che gli altri non sanno fare abbastanza e non capiscono abbastanza.
Mi sento fuori dalla sua sfera affettiva…
Sono sua figlia. Sarò anch’io così o diventerò così, mi chiedo con un dolore sordo allo sterno?  Sentiranno il mio amore i miei figli? Sarò riuscita a trasmetterlo..non posso immaginare che loro possano provare una sofferenza simile alla mia.
Con mia madre c’è sempre stato un rapporto in cui lei pretendeva la nostra sudditanza. Esisteva solo quello che era giusto capire e fare ( tutto quello che era giusto per lei ), e basta!
Con il papà, fortunatamente, c’era complicità e nel rapporto con lui la vita recuperava tutte le sfaccettature e sfumature. Ho sempre sperato di assomigliare a mio padre e… in fondo lo credo.
Precedentemente non avrei confidato questi pensieri in una pagina pubblica, ma oggi ho superato il riserbo perché sento che scrivere mi fa bene.

18 commenti:

  1. Cara Nou, questo lo ho pensato pure io, mi libero di tante ansie e pensieri, così scrivendo mi sento più rilassato e con più voglia, e sento che una speranza di vedere sempre il domani!
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso, abbiamo bisogno di esprimere i nostri stati d'animo e le nostre esperienze. Con il blog lo possiamo fare senza impegnare troppo chi legge in quanto non ci sono i coinvolgimenti di un tempo come nella corrispondenza epistolare e neppure le solitudini dei diari segreti.
      Direi che è meglio così, in questa forma spontanea di amicizia, pur se virtuale.
      E' bello ritrovarsi!
      Un abbraccio
      Nou

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  2. E' bello che ogni tanto senta il desiderio di tornare a dialogare con noi. Ti "invidio" per l'amore che hai per la vita, io non posso dire altrettanto.Non rimpiango e non vorrei tornare indietro e mi sembra che, più di così, non posso pretendere.
    Ti abbraccio.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana,
      non appena riesco a scrollare di dosso la pesantezza, riaffiora il desiderio di scambiare un saluto e qualche impressione con gli amici di tanti anni di blog. Vivo questa possibilità con gioia.
      Il mio amore per la vita è un sentimento nato dopo l'essere sopravvissuta ad un'embolia polmonare nel marzo del 1998 ed è andato rafforzandosi. Ora, che il corpo è stanco, la consapevolezza si fa più acuta. Da quando vivo in questa vecchia casa, da quattro anni, sono a contatto diretto con la vita naturale che si svolge nel terreno intorno con i suoi cicli. La ricrescita delle piantine, la rinascita degli animaletti, il loro riapparire con la bella stagione e i nidi delle tortore, dei picchi, pettirossi, ghiandaie e altri più comuni come i passeri. Trovano cibo non infestato dai diserbanti, si trovano bene. Non contento mio marito prepara dei semi per loro e ha scavato una piccola pozza per le rane e le libellule. Cerca di creare la biodiversità. Questo brulichio è la felicità che mi coinvolge che mi fa pensare alla continuità nonostante tutto. Oggi ha fatto capolino la prima lucertola. Devo fare attenzione a che non s'infilino dentro casa. Una volta ne ho trovato una sopra una mantovana :-))), piena di paura!
      Nonostante qualche disagio, ci riscaldiamo con due stufe a legna, vedo gli enormi benefici offerti da questa vita che potrebbero appagare il bisogno di serenità, minata dalla salute precaria di un figlio e dalla condizione in cui versa mia madre. Ma resisto! Sento la forza innarrestabile della vita che mi circonda e ne vengo contagiata, intenerita e risanata in qualche modo.
      Un abbraccio
      Nou

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  3. No, non prendere decisioni drastiche sul blog! Che importa se scrivi anche solo una volta in due mesi? È bello accorgersi ogni tanto che c'è un tuo nuovo post e correre a leggerti, anche quando scrivi solo due parole, ancor di più quando scrivi post sinceri, coraggiosi e spudoratamente onesti come questo. Grazie Nou, buona giornata

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    1. Cri, mi riconosco come persona sincera e senza paura della verità, neppure di quella scomoda da accettare. Non sempre il mio punto di vista può essere del tutto corrispondente al vero, ma ricerco la giusta misura della realtà pur sapendo che ogni persona ha un suo mondo ed è un mondo a sé. Faccio questo al meglio delle mie possibilità e dell’onestà che gentilmente mi attribuisci, qualità che vorrei sempre vivere nel profondo.
      L’anno scorso passavo spesso dalla stazione ferroviaria di Bologna e non c’era volta che non pensassi a te e a quanto eravamo vicine, forse solo di poche centinaia di metri. Non lascerò il blog che mi tiene in contatto con tante belle persone, così come sei tu!
      Grazie e a presto!
      Buona serata, grazie a te :-)

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  4. cara Nou, mi mette in difficoltà questo post, in difficoltà perché più che lasciare un commento avrei voglia di abbracciarti. Per l'intensità di dici nel post e nei commenti qui sopra, sì hai ragione, nella loro peculiarità anche questi strumenti ci consentono di scambiarci qualche scampolo di emozione, di condividere un momento della nostra vita e delle sue paure, del resto forse non sapremmo apprezzarla senza temerla, con giusta misura. ti abbraccio forte.

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    1. Antonio, un abbraccio può valere più di mille parole. Il tuo l’ho sentito e lo ricambio con affetto.
      Il mio è un periodo in cui vale bene la parola –resistenza- .
      Ho trovato in rete una citazione che mi piace, una esortazione a non mollare … questa che forse conoscerai:

      Mi piace il verbo resistere.
      Resistere a ciò che ci imprigiona,
      ai pregiudizi, ai giudizi affrettati,
      alla voglia di giudicare, a tutta la cattiveria
      che è in ognuno di noi e che chiede solo di
      esprimersi, alla voglia di arrendersi,
      al vittimismo, al bisogno di parlare di sè
      a scapito degli altri, alle mode,
      alle ambizioni malsane,
      allo smarrimento diffuso.
      Resistere e…sorridere.

      Vorrei aggiungere –resistere ai problemi di salute che sembrano insolubili- “sembrano” perché credo che in certi casi una persona possa trovare in se stessa la forza della guarigione, e lo spero. Ad ogni modo in questo nuovo anno sembra che il peggio sia passato.
      Ciao, un abbraccio e a presto :-)
      Nou

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    2. Non conoscevo questi versi cara Nou e ti ringrazio di averli condivisi, conosco lo stato d'animo di cui parli, di resistenza, di opposizione, di impotenza. E' questa impotenza che ci disorienta, un desiderio che dobbiamo imparare a riconoscere, comprendere. Siamo bambini che devono tappare una falla di una diga, non ci bastano le dita ma non possiamo fare a meno di tentare di arginare perché alla fine l'unica cosa che può salvarci è poter dire "ho fatto di tutto". Ti abbraccio cara Nou.

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    3. Antonio, ciao! Molto bella la metafora della diga da arginare. Mi hai fatto ricordare il piccolo eroe di Harlem, una bella leggenda davvero. Qui , il finale lascerà solo il conforto di aver tentato tutto il possibile, e non è poco.
      Un abbraccio e un sorriso.
      Nou

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  5. Un post davvero molto denso di emozioni, penso di capire ciò che stai provando perché ho vissuto e continuo a vivere molte delle situazioni che descrivi, il declino dovuto alla vecchiaia dei propri cari, la morte prossima che chiuderà ogni “gioco” fra noi e loro e dopo niente potrà più essere fatto, detto o sanato, l’identificazione fra noi e loro che si fa più forte, quel gioco di specchi in cui tu ti rivedi in loro e cerchi di scorgere in loro qualcosa di te, la proiezione dei tuoi timori, la sensazione che bene o male sono le uniche persone che avrebbero dovuto o che ti hanno amato così come sei e non come ti avrebbero voluto, il fatto che quando non ci saranno più avvertirai per la prima volta quasi fisicamente che la tua morte è reale e non una vaga ipotesi teorica e che fra te e la tua morte non c’è più alcun baluardo, nessuna consolazione, nessuno più che ti protegga come quando eri bambino e il dolore e la malattia erano più sopportabili se c’erano con te i tuoi genitori e potevi affrontare qualsiasi cosa se loro erano li con te.
    Permettersi di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni aiuta molto, li concretizza e quasi li estrania da noi, li fa diventare “cose” di fronte a me, seppure “serie”, ma ciò non è sufficiente per farci i conti, se la cosa si ferma li diventa solo un sollievo temporaneo, bisognerebbe anche riappropriarsene dopo averle elaborate, comprese, vissute, digerite, fatte proprie.
    E in questo un blog non aiuta, spesso ciò che scriviamo resta sospeso, dopo quel senso di liberazione per averlo scritto subentra quasi immediatamente una strana insoddisfazione, che reiterata per tutti i post che scrivi diventa disillusione, sconforto, senso di inutilità. uno potrebbe essere tentato di pensare che i suoi scritti cadano nel vuoto, che non vengano compresi, che al nostro rigore e serietà nello scrivere corrisponda una superficialità nel leggere, in realtà è la nostra difficoltà a riappropriarci di ciò che scriviamo a darci questo senso di insoddisfazione, la fatica di lavorare quel magma caotico che siamo riusciti a tirar fuori.
    Anch’io, come Antonio, non voglio aggiungere altre parole a commento del tuo scritto, ti lascio un abbraccio altrettanto intenso.
    Ciao

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    1. Garbo, è vero che quando i nostri cari non ci saranno più, anche noi non saremo più gli stessi. La parte di vita che ci legava sarà finita, morta, e morti noi stessi di quella dimensione. Ciò che di noi rimane si deve ricomporre, ridefinire.
      Passare attraverso il dolore del distacco, un dolore che conosco fin troppo bene ma sempre nuovo e inaspettato, mi lascia inerme e vuota.
      Della mia famiglia d’origine, siamo rimaste mia sorella, io e la mamma che ormai vive nell’assenza. Seguire il suo declino ci ha già cambiate. La nostra complicità giovanile, di sorelle, se l’è portata via la ragione della vecchiaia con il decadimento che abbiamo davanti agli occhi. Siamo già altre persone, non ci scambiamo più le abituali confidenze: condividiamo l’aspetto pratico che la situazione richiede, per il resto siamo ognuna chiusa nel proprio dolore.
      La mamma ancora c’è e ancora sentiamo, ne sono sicura, il nostro essere noi tre.
      Riguardo al blog, ho superato la paura di non essere capita; so già che solo una parte o uno spunto di ciò che scrivo rimarrà in chi mi legge. E’ normale che sia così e che ognuno di noi percepisca secondo la propria sensibilità e predisposizione del momento. Non è facile esprimersi chiaramente e semplicemente. Ciò detto, ogni punto di vista mi è gradito e quasi sempre vengo confortata, come nel caso dei tuoi commenti. Ti ringrazio per questo e per tutta la bellezza che sai postare nelle tue pagine.
      Un abbraccio e a presto
      Nou

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  6. Nou,
    io mi son convinto che sul blog si scrivono cose che non si direbbero nemmeno alla persoa più intima.
    Credevo che avessi smesso di scrivere e non venivo più qui
    finchè stasera t'ho visto sulla lista del blog che seguo e la curiosità c'ha fatto ritrovare.
    Buonanotte Nou.

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    1. Non ci siamo persi. Io ogni tanto pensavo a te e sentivo il desiderio di passare a leggere i tuoi racconti, pieni di ironia e di personaggi caratterizzati che par di vederli e di averli sempre conosciuti. Io, per mole sono molto vicina a Max e come lui non passo più dalle porte. Sicuramente abbisogno di quattro infermieri per passare dalla barella al letto, dovesse capitarmi. Ma non pensiamo a questo, piuttosto al fatto che tutto è passato e che la vita è qui ed è nostra per poterci ancora fare tante uscite con la barca e prendere tutto con "leggerezza" , al meglio delle nostre possibilità.
      Grazie per essere passato. Buonanotte Nou:-)

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  7. Cara Nou, sono con te!!! pure io che penso sempre che il mio blog fino che avrò un respiro non potrei più farne a meno...
    È come l'aria che respiro, il fatto è che mi sento meglio quando scrivo qualcosa, e mi distraggo e penso mene ai malanni che purtroppo mi sono capitati, mi riferisco a quel male nel sangue, che so che non guarirà mai...
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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  8. Ciao Tomaso!
    Stare con un unico pensiero fisso è molto doloroso e mi rendo conto di quanto difficile sia distogliersi da quello! Sento che tu riesci a distrarti ogni tanto e anch'io ci riesco, come faremmo a vivere, sennò?
    Per fortuna che abbiamo una certa età è proprio il caso di dire! Per quanto io possa sapere, per esperienza indiretta, il male nel sangue, a cui mi accenni, che ti ha colpito, è molto meno grave quando la persona è di una certa età. Non trascurare tutte le indicazioni del medico che ti segue e vedrai che la tua vita andrà avanti bene e a lungo, anche senza una completa guarigione.
    Ti auguro un sereno fine di settimana e ti abbraccio.
    Nou

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  9. Se posso permettermi, carissima Nou, non devi pensare che tu possa o debba rivivere la situazione di tua madre.
    Ovviamente, dico questo senza pretendere minimamente di giudicarla; benché sappia anch'io che cosa significhi avere una madre “è-solo- e-sempre-come-dico-io”...
    Sono sicuro del fatto che un carattere senz'altro forte come il tuo, ma non autoritario, ti aiuterà a resistere molto, molto meglio.
    E poi, la vicinanza di tuo marito...
    Inoltre, mi piace davvero come parli del “brulichio” della vita ed appunto di tuo marito che crea pozze per le rane e le libellule.
    Potresti sviluppare quel tema, magari in un racconto; che cosa ne pensi? Sarebbe interessante ed anche divertente.
    In conclusione: sono contento i leggere che va un po' meglio e sai, fai benissimo a scrivere: anche solo un post al mese, però ci fa buttare fuori tutta quell'amarezza che tenuta dentro, fa solo male.
    Un abbraccio, cara amica
    Riccardo

    P.s.: scusa se ti scrivo così tardi, ma sto combattendo contro una pessima influenza.

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    1. Ciao Riccardo, le tue osservazioni sono appropriate. Mia mamma segue un andamento altalenante. Diciamo che "forse" ci stiamo un po' adattando alla situazione, nel senso che la accettiamo, compresa mia madre, che sembra un attimino ripresa. Io sono determinata a non dare ascolto a nessun pensiero pessimistico e cerco di ritagliarmi delle visite all'insegna del conforto per lei e, inevitabilmente, con ricaduta su di me. Non si può sprecare tempo prezioso in balia dello sconforto.
      Riguardo al "brulichio" è un bel tema ;).
      Le tue visite qui sono sempre molto gradite.
      Un abbraccio
      Nou

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