Corriere piccolo

sabato 10 gennaio 2015

Je suis Charlie





10 commenti:

  1. La libertà d'espressione è un diritto, che non può essere eluso.
    Saluti a presto

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  2. Non li fermeranno neanche con il terrore, la libertà di espressione non marirà mai. Ciao e buona domenica cara Nou.
    Tomaso

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  3. Tutto vero, però ragazzi, che paura che fanno questi mostri.

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  4. Mi ha letteralmente destabilizzata questo episodio anche se non siamo nuovi alle ferocie del nostro secolo...
    Difficile eliminare totalmente la libertà, ma difficle è pure mantenerla..
    Un abbraccio grande!

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  5. Ho l’impressione che ciò che è in gioco in questo episodio di violenza estrema e brutale e in molti altri atti terroristici del recente passato non sia solo la libertà di espressione (quella siamo capaci di attentarla già da soli, senza l’intervento di fondamentalisti islamici e vedere Giuliano Ferrara autoproclamarsi paladino della libertà di stampa è dir poco imbarazzante … esistono giornali liberi davvero nel nostro Paese, esistono giornalisti che non siano i funzionari di qualcuno o di qualche interesse privato e che non siano stati messi a ricoprire quell’incarico proprio perché docili al potere di chi li ha elevati a quell’incarico?), ma l’orgoglio (che diventa di un popolo che non esiste e di una religione che in questo modo si fondamentalizza) e rivendicazioni economiche verso chi depreda la risorse della tua terra, ti fa vivere da schiavo e se alzi la testa ti bombarda con la complicità dei suoi stati satellite che raccolgono le briciole del banchetto e nella totale indifferenza del resto del mondo, che non osa a sua volta affrontare la pre-potenza o è a sua volta impegnato anche lui a sfruttare qualcun altro.
    Questi avvenuti a Parigi sembrano attentati meno organizzati: non sarebbe possibile per nessun Paese occidentale proteggere tutti i super-market, o le piccole fabbriche o le redazioni dei giornali, forse sono stati colpiti perché erano più accessibili di altri obiettivi (niente a che vedere con l’11 settembre 2001, quando si colpì con le torri gemelle il potere economico degli USA ed erano programmati anche attacchi al Pentagono, il potere militare, e al Campidoglio e alla Casa Bianca, il potere politico).
    Però hanno suscitato ugualmente il giusto clamore e paradossalmente per la conoscenza dell’uso del potere mediatico si sono dimostrati molto più occidentali di ciò che sarebbero disposti ad ammettere; ma il fatto di incardinare fin da subito la questione sulla difesa della libera espressione da parte dei media occidentali non è ingenuo, ci dice subito su quali grandi valori della cultura occidentale noi fra non molto andremo a bombardare la Siria e a piazzare al suo governo un fantoccio filo-occidentale.
    Fa più fine dire che esportiamo democrazia, libertà e protezione, che siamo in missione di pace o umanitaria, che dire che stiamo andando a difendere i nostri diritti auto -riconosciuti sul petrolio … finora della Siria ce ne siamo fregati, perché non è così ricca, questo è avvenuto finché Abu Bakr al-Baghdadi si è auto-proclamato sceicco di un fantomatico Stato Islamico che comprenderebbe anche l’Iraq (che invece di petrolio ne ha in abbondanza).
    Perché la Francia come territorio di elezione per gli attentati? Perché, credo, la Siria era un protettorato francese e i suoi interessi in luogo sono ancora molto forti e perché dopo l11 settembre deve essere molto più difficile colpire gli USA nel loro territorio.
    Ciao Nou, certo che abbiamo iniziato quest’anno col botto proprio.

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  6. @Garbo e agli amici che lo hanno preceduto:
    dopo circa due settimane dal terribile atto terroristico, tutto tace. Sembra che tutta l'indignazione e l'orrore si sia placato. Sembriamo far parte di un film con la regia dei media. Ci saranno sussulti all'occorrenza di chi esercita la pre-potenza. Questo mi mette una paura angosciante, questo mi fa ancor più paura dei terroristi. Forse c'è qualche giornalista non allineato, ma la stampa in generale è subordinata agli oligarchi che tirano le fila dei destini del mondo: potentati di ogni continente. Fino a che si fabbricano armi, fino a che si pensa che la forza bruta sia l'unica compresa dall'avversario, l'unica che lo convince a desistere non ne usciremo. Troppi anni si sono persi rincorrendo solo lo sviluppo economico e la convenienza economica, trascurando le ragioni della giustizia sociale. Ora ci sono troppi giovani mediorentali, africani, che hanno subito sofferenze e reclamano di vivere, alcuni di loro di vendicarsi. Mi viene da dire che dovrebbero prendersela soprattutto con i loro capi, ma quest'ultimi hanno saputo come educarli all'odio verso l'occidente durante questi preziosi anni in cui l'occidente avrebbe potuto fare politiche diverse dall' indifferenza, in alcuni casi, e dalla sopraffazione negli altri. In futuro, quando sarà, se ne uscirà se gli scontri di fatto e di concetto nuoceranno troppo agli aggressori, come agli aggrediti. Quando il dolore sarà insopportabile da ambo le parti.
    ...Spero di essere troppo pessimista e che, invece, ci sia un modo più leggero di uscire da questo brutto periodo.
    Beh!, intanto vi abbraccio con affetto per la vostra presenza e l'amicizia, ciao :-)
    Nou

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    1. Io temo che tu non sia pessimista e condivido la lucidissima analisi di questo commento, aizzarli contro l'esterno è un po' come aizzarli tra di loro, l'importante è che si distraggano a sufficienza per non accorgersi di chi davvero li sta opprimendo e che sfoghino la rabbia altrove, in ogni caso facendo solo un favore al potere, lottando al suo fianco contro il nemico esterno o indebolendosi con le lotte intestine. E questo, secondo me, con mezzi e modi diversi, vale a est come a ovest... Un abbraccio a te cara Nou

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    2. Questa sera sono in vena di citazioni...
      Hanna Arendt sulla libertà diceva:
      "Dobbiamo essere consapevoli della libertà o del suo opposto nelle nostre relazioni con gli altri, non nelle relazioni con noi stessi." e anche"Tutti i popoli oppressi, sono doppiamente oppressi: dai loro nemici, e dalle loro stesse classi privilegiate."
      Un abbraccio
      Nou

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