Corriere piccolo

lunedì 7 ottobre 2013

Leggere in compagnia è più bello


 vignetta dal web
  
Non è proprio il mio caso, ma quasi 
:))

 Ho ricominciato con l’università della terza età. Perché mi chiedo? La risposta immediata è che sono stanca di stare in casa da sola, leggere da sola, stare da sola in compagnia di pensieri senza sbocco, pensieri inutili e corrosivi.  Leggere da soli è come il pregare in solitudine, raccogli tutta te stessa. Però dopo aver raccolto quel tanto di interiorità, di riflessione e di comunione con me stessa, trovo che l’introspezione debba fermarsi per non avvitarsi su se stessa e credo sia meglio uscire, andare in luoghi ludici.

In questo mio caso, vado alle lezioni di storia del teatro francese. Con tante signore della terza età, come la mia, ci si incontrerà per leggere la commedia di Molière:  Il  Borghese gentiluomo Qui. Forse non sembrerà un vero divertimento, questo mio procedere, ma accontentandosi ne scaturisce un certo benessere che vale la pena di perseguire.

20 commenti:

  1. Non credo ci siano ricette, ma è sicuro che stare in mezzo agli altri è cosa buona e giusta.
    Quando la frequentazione poi non è casuale ma scaturisce dal coltivare comuni interessi, gratifica ed eleva, dando qualità agli scambi.
    Il teatro francese...molto interessante! (Leggerete le commedie in lingua o tradotte?)

    Au revoir!

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    1. Ciao Nina,

      non ci sono ricette in effetti. In ogni caso ci sono testi che vanno letti in solitudine e testi che possono essere letti assieme ad altri. Ho seguito diversi incontri in cui si leggeva un brano e poi si commentava, erano incontri su autori di testi filosofici. Era necessario soffermarsi sulle parole. La commedia di Molière non è impegnativa e la lettura collettiva è divertente. Per me è un modo di stare in compagnia senza fare i soliti discorsi sulla vita, che tanto sappiamo che va come deve andare per ognuno di noi. Purtroppo la commedia non viene letta in lingua, mi sarebbe molto piaciuto ma pazienza.

      Au revoir :)

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  2. a dirtela proprio tutta cara Nou a me sembra un divertimento bellissimo. Gli amici mi guardano strano quando propongo serate di lettura, che siano di poesia, di teatro, brani di narrativa o anche fogli nascosti nel fatidico cassetto, perché no? hai ragione, il raccoglimento è bello e indispensabile, è molto bello, ma poi si ha bisogno di confronto, di sentire le voci degli altri. Serve anche per capire meglio noi stessi e far crescere il nostro discorso interiore che nello scambio si arricchisce delle visioni altrui, altrimenti resterebbe un monologo. Il dialogo, è un desiderio che ho sempre voluto portare anche nel blog, una tavola rotonda, ma la rete mal si presta a queste "serate collettive". Un abbraccio e buona lettura. ant

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    1. Ciao Antonio,
      In effetti hai colto l'aspetto saliente del leggere con gli amici e/o compagni di avventura: il confronto. Soprattutto è importante capire come vengono interpretati i testi. Io sono sempre particolarmente felice di scoprire di avere la stessa identità di pensiero, ascoltare il dibattito e anche dialogare. La rete, per quanto formidabile non può creare l'atmosfera del vis-à- vis.
      Un abbraccio
      Nou

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  3. Condividere interessi amplifica sempre l'intensità dell'emozione, la profondità dell'esperienza. Non solo leggere in compagnia (condivido il tuo pensiero in tutto e per tutto!), ma anche andare a vedere uno spettacolo teatrale o cinematografico, una pinacoteca, una mostra.
    Ricordo ancora il tempo felice in cui io e la mia figlia minore eravamo una cosa sola: vedere agli Uffizi, dopo cinque ore di fila, la Venere del Botticelli che ci sembrava, ed era, per noi, viva, fu qualcosa di indimenticabile, un mattone del nostro legame, un ricordo vivo al quale mi aggrappo oggi che la sento tanto lontana.
    Ti invidio un po': davvero. Perché che ti divertirai e godrai del benessere che ne deriverà io sono certa :)

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    1. Ciao Cri,
      ieri sono stata al secondo incontro. Mi sembra che la cosa possa avere i risvolti auspicati. Condivido il tuo pensiero e confermo che soprattutto per la pittura, la scultura, l'architettura sia molto importante condividere le visite, scambiare impressioni e emozioni.
      Baci :)
      Nou

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  4. Ci hai dato una bellissima notizia. Il fatto poi che vai alle lezioni di storia del teatro francese mi rende particolarmente felice. Una ghiotta occasione per sorridere, anzi direi di più, ridere e spassarsela.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. Ciao Aldo,
      Il teatro di Molière è davvero spassoso e sono contenta di aver preso la decisione di frequestare le lezioni.

      Un abbraccio grande
      Nou

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  5. Sono strafelice per te, cara amica. Anche se l'esempio della lettura in compagnia è per me inconcepibile, perché la trovo l'esperienza più intima che possa esistere: io e l'Autore e basta, e chiunque altro è di troppo (a meno che non sia un gatto, purché addormentato...)

    Un abbraccio, carissima, e l'augurio che la nuova esperienza si riveli eccitante e arricchente!

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    1. Condivido sempre le letture serali con il mio gattino Briscola. Io leggo, lui ronfa. L'esperienza è appena iniziata, ma sono sicura che avrà dei risvolti più che positivi per me. Domani inizieremo anche con lezioni di storia di famiglie e personaggi veneziani. Sarà senz'altro qualcosa che mi appassionerà.

      Un abbraccio a te Nicola con affetto
      Nou

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  6. Bello questo post cara Nou, qui vedo che non si può scegliere perché in entrambi i casi la lettura è sempre interessante!!!
    Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso,
      va bene sia questo che quello, l'importante è leggere :)
      Ti ringrazio per l' ottimismo che riesci a trasmettermi con le tue parole.

      Buona serata anche a te e un abbraccio
      Nou

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  7. Ottima iniziativa!
    Ti auguro una serena giornata.

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    1. Grazie caro Cavaliere..
      Buona serata
      Nou
      :)

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  8. E' bello leggere in compagnia, anni fa lo facevo anch'io, adesso leggo per i nipotini:-) Un bacio dolce Nou.

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    1. Saranno contenti i nipotini! Immagino la bella atmosfera che con loro si crea. Lo farò anch'io non appena mi si crea la condizione giusta.

      Ciao Riri e grazie per la tua gentilezza.

      Bacioni Nou

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  9. Mi ritrovo in uno specchio,Nou. Stessi problemi:trovarsi da soli e la voglia di comunicare.Domani andrò anch'io a iscrivermi,intanto ottime discussioni di letteratura,italiana,e poi sceglierò qualcos'altro. La lettura,invece per me è un fatto molto personale,devo essere in assoluta solitudine.Mi piace il tuo blog.

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    1. Avrei voluto anch'io trovare in programma letteratura italiana, ma per ora non è prevista, penso comunque che i seguito l'associazione proporrà la nostra letteratura.
      Passerò da te nei prossimi giorni, in ogni caso ti conosco per aver letto sempre con piacere i tuoi commenti nei blog amici.

      Ciao :)
      Nou

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  10. Fai bene ad uscire di casa per andare ad incontrare la cultura fisicamente! Altrimenti, non si coltiva la cultura ma solo un insieme di ragnatele.
    Del resto, Molière era uno che sapeva prendere la vita con un senso di leggerezza & di profondità che non è certo un luogo comune definire "francese"...
    Poi, se non erro, anche Goldoni venexian, ad un certo punto della sua vita e della sua carriera andò a Parigi.
    Insomma: come dico io, la vita e l'arte producono dei "cerchi".
    Un caro saluto!

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    1. Ciao Riccardo,
      su "un insieme di ragnatele culturali" sono pienamente in accordo con te ed è un aspetto di cui ho già avuto modo di riflettere in passato. In un mio vecchio post accennavo appunto a questo pericolo, chiedendomi come poter sopravvivere culturalmente ipotizzando l’azzeramento di tutti gli input della multimedialità, chiedendomi come sarebbe uno scambio che parte e passa solo dalla memoria e dalla creatività? Inoltre come sarei senza i supporti che vengono dalla rete che considero una ghiotta e affascinante ragnatela? Di buono c’è che posso verificare la consistenza dei fili più esili e rinforzare la debole memoria.
      Ho riletto a pagina 74 di “Al di là del bene e del male” testo da te citato nel penultimo post, ho provato a scrivere qualcosa di sensato sulla maschera che si dà un uomo di pensiero profondo ( uno che non può essere interpretato dai più che lo circondano se non in modo “piatto”, ma non me n’ è uscito fuori una mazza: e bravo Nietzsche, alla prossima volta o vita!

      Per quanto riguarda noi…a presto :)
      Un abbraccio
      Nou

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