Corriere piccolo

martedì 27 novembre 2012

Lettere al Maestro





Caro Maestro,

ti penso ogni tanto, con quei baffetti folti e scuri, mi mettevi soggezione. Non ridevi mai così preso dalla pluriclasse numerosa a cui badare. Spiegavi sempre, se non era per noi di seconda, era per quelli di quarta seduti nei banchi della terza fila, alla nostra destra.
Non avevo il coraggio di parlarti e soprattutto di dirti quello che non capivo.
Il primo giorno di scuola ci avevi dato il compito di scrivere, come prima cosa, la data all’inizio della pagina del quaderno a righe.
Io avrei voluto chiederti cosa fosse una “data” dato che come prima cosa la Elda mi faceva scrivere il mio nome e cognome. Di seguito scrivevo la data anche se non sapevo che si chiamasse data perché la maestra Elda diceva:
“Ora scrivete tutti il luogo in cui ci troviamo: Cà Lattis. Bravi!”
“Mettete una virgola dopo Cà Lattis e scrivete il monosillabo “lì” con l’accento sopra la “i”  così come lo scrivo io alla lavagna: copiate!”
Diceva poi: “ Quanti ne abbiamo oggi?”
“Venti” rispondeva la classe in coro.
“Bravi! Scrivete  venti in cifre così “20”, due e zero. Copiate!”
“In che mese siamo? Il nome l’abbiamo scritto tante volte, esattamente venti. Dunque scrivete Marzo come ieri, ieri l’altro e tutti i giorni precedenti, infine l’anno 1952 , in cifre.”
Ma io non avevo capito bene, era il mio primo giorno di scuola. Ho copiato tutta la scritta e sapevo solo che corrispondeva al giorno del mio compleanno.
La maestra Elda , che abitava a casa con noi durante il periodo della scuola, mi aveva già preparata con le aste, i numeri e il mio nome e cognome. Io e la maestra dormivamo nella stessa stanza e lo sai ,  Caro Maestro, che non si aveva il bagno in casa, allora. 
Il gabinetto era una casupola nel campo vicino casa, nei bassi comodi.
In camera si cercava di non farla, ma all’occorrenza c’era un orinale e un secchio smaltato che generalmente serviva per raccogliere l’acqua del catino, ma che nei casi estremi ci potevi fare i bisogni, nei casi estremi!!!, non come faceva la maestra tutti i giorni, visto che non le andava di andare nel gabinetto all’aperto.
 A mia mamma, la cosa non andava a genio. Se la Elda la faceva di mattina e poi se l’andava a svuotare nel letamaio,  lasciava correre, ma se alle volte le scappava di sera e si teneva i bisogni tutta la notte nel secchio, seppur coperto, mia mamma si lamentava e la sentivo dire: “Elda, non va ben a sto modo, la finisse per asfissiar me fiola Nara, a respirar la spussa tuta la note! No me comoda sto fato!”
 Non ricordo come sia andata a finire, io mettevo la testa sotto le coperte e mi addormentavo. 
Ricordo bene quando al risveglio Elda mi pettinava i capelli, che avevo lunghi, e ne raccoglieva un ciuffo al centro annodato con un nastro rosso come un uovo di Pasqua. Mi faceva un male boia e cercavo di scapparle, ma lei mi acchiappava per spalle e con una scrollata mi obbligava al supplizio. Per questo motivo non vedevo l’ora che se ne tornasse a casa sua a Bottrighe.
Tu non sapevi ancora che avevo fatto la prima in soli tre mesi a Cà Lattis con la Elda.
Disgraziatamente  la mia compagna di banco era tutta precisina e moralista, l’Amedea, detta “la pastora” perché la famiglia possedeva un gregge di pecore da poco arrivati dagli Appennini modenesi. Cercai di copiare da lei la “data”. Mi bastava capire che la composizione  non mi era nuova, ma lei protesse la sua pagina innalzando una parete di carta assorbente bianca e spessa, della misura del quaderno.
“Non si copia –disse- e sparì essa stessa dietro la parete bianca”.
Mi sentii perduta.
Provai a scrivere il mio nome, sapendo che era il mio nome e non la data, quindi lo cancellai. Poi provai a scrivere altro, forse Cà Lattis ma non mi trovavo a Cà Lattis e ancora cancellai fino a che non ottenni un bel buco slabbrato con i margini sfumati di nero.
Caro Maestro, hai aggrottato le sopraciglia nel vedere il mio elaborato, poi hai spiegato cosa fosse una data.
Te ne sono grata con tutto l’affetto e perché non ho più avuto bisogno di valicare pareti bianche di tramezzo.
Grazie :)

martedì 20 novembre 2012

Per i migliori amici dell'uomo



vedi articolo su:  http://websulblog.blogspot.it/

sabato 17 novembre 2012

AltroQuando-Via del Governo Vecchio




La sera del 15 Novembre 2012 a Roma, in Via del Governo Vecchio 80, h19.30
Incontro con l'Autore

Nicola Pezzòli e non Pèzzoli come mi ero abituata a pronunciare quando accennavo a lui con i miei di casa, e, sempre, quando non lo chiamavo con il nickname, era là, nella saletta incontri della libreria AltroQuando.
Era là: alto, bello, biondo. Gli occhi dallo sguardo profondo: sorridenti e luminosi. Nello scorgerlo, mentre discendevo gli scalini,ho avuto un lampo di pensiero rivolto alla madre e, da mamma io stessa, ho provato una punta di orgoglio per un figlio così bello e bravo.
Mi ha subito riconosciuta e subito è scattata una corrente di affettuosa simpatia. L’incontro è stato una conferma al rapporto di amicizia sincera creatasi attraverso la rete. Un’amicizia che ha avuto origine dal blog “Via della Polveriera” di Aldo alias Il Monticiano, diramatasi poi a tutti gli amici attuali. Aldo è quindi il mio capostipite.
Aldo è sopraggiunto subito dopo, accompagnato da Cristina, simpaticissima giovane signora, con la quale ho scoperto di condividere la stessa fragile sensibilità alle emozioni che porta alle lacrime. Già erano giunti Luz e Gap, vecchi amici di Aldo, che ho conosciuto con molto piacere. Poi è arrivato Antonio Caputo di “Cose che dimentico” per il quale, anche, sento amicizia. A quel punto si è intensificata una bella sinergia di sentimenti amicali  e di gioia di vederci riuniti “dal vero”.
Era giunta così l’ora dell’inizio della presentazione dell’ospite d’onore della serata: il romanzo di Nicola Pezzoli “Quattro soli a motori”
Nel frattempo la saletta sotterranea alla libreria per gli incontri letterari e musicali AltroQuando, si era riempita di giovani. La coppia anziana l’abbiamo formata Aldo ed io, con i nostri capelli bianchi, segnale inequivocabile! E difatti ci siamo seduti vicini, in prima fila, senza imbarazzo!
Francesco Coscioni Editore di Neo. ha dato inizio alla presentazione del romanzo seguita dalla lettura di alcuni brani salienti. Pagine avvincenti in un linguaggio limpido e fantasioso. Per limpido intendo semplice, leggero, elegante.
L’impressione personale formatasi durante l’incontro di giovedì, si è caricata di nuova consapevolezza verso Nicola, scrittore e autore appassionato delle sue opere, che attraverso la qualità del pensiero, unita all’eccellente esposizione verbale (tono, tempi, scelta lessicale) mi ha piacevolmente spiazzata dal sentimento materno-protettivo che un po’ mi si era insinuato. Oggi posso pensarlo, senza alcuna titubanza, come scrittore e persona matura a tutto tondo, provvista di tutta la forza necessaria al suo talento.

***

Caro Nicola, spero di non aver annoiato con la mia descrizione. E, se la mia speranza è plausibile, mi fermo qui perché, parafrasandoti, l’ultima cosa che mi auguro e annoiare chi passa da queste parti.

Mi sembra che l’esordio del tour sia stato soddisfacente . Ti auguro incontri altrettanto belli e anche di migliori.

Io sono veramente felice di essere stata presente.  Ti ringrazio e ringrazio tutti gli amici intervenuti con  gratitudine e affetto.
 
Un abbraccio

Nou














P.S. 
Sono spiacente che le foto siano un po' buie
Ciao
Nou


sabato 3 novembre 2012

Artisti sulle Dolomiti


A volte non incontriamo belle persone perché non le conosciamo e a volte anche conoscendole non abbiamo possibilità di avvicinarle, ma basta cliccare qui sotto per incontrarne due e più:

http://www.youtube.com/watch?v=dkaEKlc32Mk


http://www.youtube.com/watch?v=32xSZ4aSrJY&feature=related


giovedì 1 novembre 2012

Un tanto per dire del 1 e 2 Novembre







Oggi non festeggio i Santi e domani avrò un pensiero per i Morti tutti i Morti compresi i Santi
La Rosina invece festeggiava come Qui