Corriere piccolo

sabato 19 marzo 2011

Coma Italia

da: http://italiopoli.chiarelettere.it/post/2611842.html


Svegliati, esci dal coma, tocca i capelli

perché li hai ancora e pensa!, sono i tuoi,

tu non li hai tinti per parere un’altra

in un’orgiastica sub-modernità,

gli occhi forse appena cisposi

dopo un lungo sonno, ma un attimo

e vedrai il bianco,il rosso e il verde,

ti desterai, il cerume sparirà d’incanto

e ascolterai un inno così anacronistico

da sembrare nostro, al servizio del tempo.

Libera le mani, hanno tanto da fare,

libera i piedi, riprendi a camminare,

fiuta il destino come un animale

e infallibile quasi come il Papa

sentirai che c’è ancora, ed è in attesa.


Esci dal coma, Italia, sveglia gli italiani,

riscopri i cinque sensi e i tre colori,

inciso sulle targhe di un’unica memoria

cerca il popolo che sei stata, che eri,

oggi tradotto anche nella rima

da una colata di vergogna e di giornata

in corti di servi ladri fattucchieri.

Un popolo ormai tremendamente impopolare,

niente di nobile, tutto da arrangiare,

che singhiozza di democrazia e costituzione

da un letto di dolore e di livore ,

mentre gli viene detto che sta bene

da chi ormai -dovrebbe essere chiaro-

ha preso a ragionare con il pene.


E allora fallo sì tu al posto del Margravio,

ma fallo oggi, senza più rimandare

dico di svegliarti, per ritornare eretta

midollo che scorre nella spina dorsale,

per ricordare/guardare/camminare

perché il male è troppo avanzato

e il rischio ora non è che tu muoia,

Paese unito o disunito, comunque in agonia

proprio lungo le stesse vie

in cui una volta, Italia, cantavi l’allegria.

Il rischio è quello di un risveglio differente

di me, di te, di noi fronte a uno specchio

che ci ridia diversi connotati,

post-italiani assolti o condannati,

aggrumati e mollicci nel recinto del niente.


Con l’alibi di urlare troppo tardi

magari in gita sotto storici balconi,

quasi che il coma non avesse leso

l’identità di un popolo di eroi

che regredendo nella mediocrità

è sprofondato in un letargo da coglioni.

“Nel paese del televoto. Dopo di lui il diluvio il libro di Oliviero Beha “

12 commenti:

  1. Ciao, il tuo blog ha uno sfondo bellissimo, si percepisce un'esplosione di vitalità e di primavera.

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  2. Molto ben detto, Beha!
    Molto ben fatto, Nou !
    Mi sarebbe sfuggito questo sentito richiamo
    al risveglio.
    Cristiana

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  3. Formidabile epigramma! Ed il Tricolore era il vessillo della Resistenza!

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  4. @Tizyana-Azzurraa: Benvenuta! Mi è appena nata una nipotina e direi che l'attesa e il suo arrivo hanno contribuito molto ad indirizzare la scelta. Ciao a presto :)

    @Cristiana:ho un debole per Beha :))

    @Adriano: Formidabile!!!

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  5. Che esca dal coma più presto che può questa Italia di chi la rispetta e non di chi fa di tutto per renderla ridicola e oggetto di dileggio. Lo esigono i cittadini che ancora fanno funzionare il proprio cervello.

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  6. Sarebbe più che mai urgente. Chi se lo immaginava che si sarebbe entrati in guerra...ancora guerra!!!
    Buona notte Aldo

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  7. Grazie per questo post, cara Nou!
    Speriamo davvero che si esca dal coma urgentemente. Siamo finiti anche in guerra.
    Ti abbraccio e a presto!
    Lara

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  8. Speriamo veramente e l'ora che gli italiani si svegliano dal sonno.Salutoni a presto

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  9. Peggio di così...cara Nou...si muore.
    Vieni ad ascoltare una bambina che non teme di dire ciò che gli uomini temono...

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  10. Ciao, un buon inno al riscatto,sarebbe ora.
    Bravo Beha e brava Nou. Buona domenica.

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  11. Sono anni che spero nel risveglio, ma comincio a disperare, in verità.
    Come sta la nipotina?
    Un abbraccio a entrambe!

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  12. In risposta a:
    Lara
    Cavaliere..
    Stella
    Adamus
    Ibadeth
    La guerra in cui ci siamo ancora una volta cacciati ci trova impreparati. Quello che mi sorprende ancor di più è che non ce n'è vera consapevolezza. Secondo me la consapevolezza si esprime cambiando stile di vita. Vige come sempre il "A chi tocca: tocca". Brutto momento questo e speriamo non peggiori ulteriormente. I bambini nascono ancora per fortuna, anche sui barconi, segno che la vita vince.
    Questi nostri tempi hanno raggiunto un grado di tecnologia che se usata per il bene delle persone fa dei veri miracoli per salvaguardare la vita e la salute. Purtroppo viene impiegata anche per distruggere. Non si vuole la pace, basta andare in una riunione di condominio per capire che non si vuole, e probabilmente non si ha predisposizione alla pace; per quanto la scienza sia sviluppata non viene applicata a questo fine. C'è un frastuono e una violenza dominante che alienano le menti al risveglio necessario per l'Italia e per il mondo. Speriamo in un miglioramento futuro perché abbiamo i nostri "piccoli" a cui consegnarlo.
    Un abbraccio affettuoso.
    Nou

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