Un brano del romanzo (Pag.123):
“Poi ci fu un bacio di luce
abbagliante.
Come se il sole ci avesse
ripensato e invece di tramontarne uno ne sorgessero quattro, facendo vibrare le
acque di luce. Luce infinita, che mi abbagliava e mi cancellava, mi pacificava.
Ci sarebbe voluta, allora, una stella atomica sulla linea dell’orizzonte, per
dissolvermi dentro un caldo abbraccio di amore infinito, senza più sofferenza.
A un passo dalla riva, l’acqua
spumosa a lambire le punte delle scarpe a ogni ondata, allargai le braccia come
in croce, con gli occhi chiusi, e mi affidai al vento. Restai lì a lungo, anche
se avevo freddo. Dissi al Mare Prendimi, se vuoi.
Lui probabilmente non rispose,
o forse mi rispose col linguaggio del suo impassibile sciaquio, al tempo
stesso placido e potente: Bon voyage, mio
dolce Corradino, sembrò sussurrare il Mare che appena ieri mi aveva
abbracciato ma non mi aveva ucciso. Fa
buon viaggio, bambino spaventato. Fa buon viaggio, e smetti di avere paura. Fa
buon viaggio, e smetti di fartela sotto.”
Un libro splendido a cui auguro il giro del mondo.
Nounourse
