Corriere piccolo

mercoledì 30 novembre 2011

Venerdì sera h 21.00 a Dolo (Ve) -Teatro Italia- Appuntamento con Marta e Diego Dalla Via in "Piccolo Mondo Alpino"



Cito un paio di commenti trovati in rete:

"Una montagna evocata attraverso oggetti metonimici. Silenzi e parole conducono per mano le emozioni dello spettatore che infine ammutolisce, cogliendo sotto la verve ironica dei dialoghi il dramma senza soluzione che si sta consumando: non solo sul palco, ma anche nella realtà. La favola di una montagna che da apparente paradiso sta in realtà perdendo lentamente la propria anima. Una stretta al cuore per chi la ama, senza distinzioni. Uno spettacolo asciutto, coinvolgente e commovente, recitato bene e generosamente. Merita maggiore visibilità!"

"Spettacolo coinvolgente e dinamico! Grazie al teatro vero, che fa ridere, sorridere e riflettere mostrando l'altra faccia della medaglia.. Organizzazione ottima."

Io e la mia famiglia ci saremo!

Nou

domenica 20 novembre 2011

A teatro con Marta e Diego Dalla via in Piccolo Mondo Alpino

Venerdì 2 Dicembre ore 21.oo 

Cineteatro Italia Via Comunetto DOLO (VE)


Piccolo Mondo Alpino


di e con Marta Dalla Via e Diego Dalla Via

musiche originali e disegno luci Roberto Di Fresco

ideazione costumi Licia Lucchese

realizzazione costumi Sonia Marianni



Una produzione CRT  centro di ricerca per il teatro




Di Marta  si dice:
"Marta Dalla Via ha un talento mimetico e creatore. Cattura e prolifera. Prende in ostaggio gli altri dentro di sé e li fa diventare un coro. Osserva le persone con spietata empatia, dopodiché, fase 1: ne estrae il carattere, nel senso teatrale del termine, e, fase 2: ci costruisce un mondo attorno". TIZIANO SCARPA

giovedì 10 novembre 2011

CHE SIA PROPRIO VERO CHE... ? -aggiunta al post precedente

Il metro come unità di misura di lunghezza, ma soprattutto come metro di giudizio sulle cose in senso traslato, mi ha spinta a ricercare su questo argomento. In verità, la cosa parte da più lontano e precisamente da un paio di  lezioni di introduzione alla filosofia del computo che, stupidamente, non ho proseguito a frequentare, e che rimane come curiosità nel taccuino degli appuntamenti mancati. (Nounourse)



Testo estratto da: http://www.appennino.unibo.it/CastelSanPietro/Lavori/metro/gnobili_metro.pdf



A L C U N E  R I F L E S S I O N I  S T O R I C O - S C I E N T I F I C H E .

Una ricerca sul metro ci porta molto lontano nel tempo, fino ai filosofi del mondo greco e

particolarmente a Protagora (481 - 411 a.C.) quando affermava che "l'uomo è misura di ogni cosa"

(idea poi ripresa in ambito rinascimentale). Infatti tale frase può anche essere interpretata come la

constatazione del fatto che venissero utilizzate come unità di misura parti del corpo umano; ad esempio:

braccio, piede, palmo, pollice, ecc...(termini che sono rimasti ancora in uso anche in certi ambiti

moderni, come le grandezze degli schermi delle televisioni e dei monitor dei computer che vengono

ancora espresse in pollici, a sua volta definiti dal sistema metrico anglosassone). Si sono ritrovati dei

campioni di misura egiziani, detti cubiti reali e adottati già nel 3000 a.C., che corrispondono alla

lunghezza di un braccio dal gomito alla punta delle dita tese. Inoltre non bisogna dimenticare le

implicazioni sociali della scelta di unità di misura antropomorfiche e quindi soggettive (non tutti i piedi

hanno la stessa lunghezza!); infatti le problematiche metrologiche si occupano anche di comprendere in

quali condizioni sociali il concetto di "giusta misura" assurge a simbolo di onestà in generale, in che

modo si siano venute formando le competenze del potere dello stato relativamente al controllo delle

misure e quali conflitti si siano manifestati intorno a queste competenze, quali siano le condizioni

sociali indispensabili per introdurre l'unificazione metrologica...che trova proprio il suo culmine con la

creazione del metro.

La misurazione dello spazio si rivelò necessaria quando i contadini cominciarono a dividersi la

proprietà dei campi e ciascuno voleva essere sicuro di ricevere la terra a cui aveva diritto; nacque così

l'esigenza di creare delle unità di misura standard. Esse si basavano ancora sulle dimensioni del corpo

umano, ma venivano fissate con riferimento ad una persona particolare, di solito il re o l'imperatore, ed

erano poi riportate su campioni rudimentali di cui si facevano numerose copie perché tutti ne potessero

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usufruire e ci fosse una certa unitarietà metrologica (almeno all'interno della stessa nazione o anche solo

della stessa regione).

Ad esempio, all'epoca dei Romani, l'unità di misura di riferimento era il piede romano, lungo

296 mm. e suddiviso in 12 pollici, la cui lunghezza avrebbe dovuto corrispondere a quella del piede

dell'imperatore Vespasiano (sulla cui esattezza esistevano tuttavia diversità d'opinioni che nascevano

dalla diversità dei monumenti dai quali si ricavava l'estensione); in epoca feudale, quando coesistevano

sovranità diverse, come il Comune, il signore, la Chiesa e il re o imperatore, coesistevano anche misure

diverse, ognuna valida nel proprio ambito. Durante il 1600/1700 invece fu preso come elemento di

riferimento il piede del re di Francia o piede di Parigi, di cui si posseggono ancora alcuni campioni

originali (all'Osservatorio Ximeniano di Firenze ne esiste uno datato 1702) , che misurava 324 mm.

Solo più tardi, le diverse sovranità metrologiche furono superate tramite il concetto di Stato e la

Rivoluzione Francese giocò un ruolo determinante in questo senso. Nel mondo scientifico e in

particolare nell'ambito della fisica sperimentale, l'esigenza di uniformare le unità di misura era dettata

dalla difficoltà da parte degli scienziati di riprodurre gli apparati realizzati da altri che avevano in

adozione unità di misura diverse, pur potendo mantenere inalterate le proporzioni; infatti già Christiaan

Huygens (1629-1695) aveva proposto come unità di riferimento la lunghezza del pendolo che batte il

secondo (ma, ahimè, insostenibile a causa della variazione del periodo sia con la temperatura che con la

latitudine!). Un'altra esigenza sempre del mondo accademico era quella di uniformare anche il sistema

di multipli e sottomultipli e la base in cui contarli ; infatti già nel 1400/1500 si ha notizia di alcuni

matematici, quali il Regiomontano (1436-1476) e lo Snellius (1581-1626), che utilizzavano il sistema

decimale per "comodità e vantaggio nel conteggiare", mentre nell'uso pratico le suddivisioni erano

operate sia in base 8, che 12 ed anche 20 ed infine esistevano anche sistemi misti: una vera "babele"! In

questa situazione abbastanza complessa, si può comprendere come fosse necessario un nuovo ed

universale sistema di misure, pur dovendo superare le suscettibilità nazionali e le consuetudini secolari;

solamente una misura che fosse insita nella natura stessa avrebbe potuto avere speranza di successo!

Infatti la Rivoluzione Francese sancì la nascita del metro come la 40 milionesima parte del meridiano

terrestre e il campione di riferimento, realizzato ora in una lega di platino-iridio, è conservato presso il

Museo dei Pesi e delle Misure di Sévres, presso Parigi. Tuttavia tale campione è diventato al giorno

d'oggi solo una misura puramente convenzionale, in quanto una rimisurazione accurata del meridiano

terrestre ha apportato ad esso delle correzioni e non è esattamente 40.000.000 metri come si riteneva

alla fine del 1700! Ora dipende dalla velocità della luce (cioè lo spazio corrisponde al tempo che la luce

impiega a percorrerlo) e ciò è un fatto veramente curioso: anche le antiche meridiane misuravano il

tempo in base allo spazio percorso dalla punta dello gnomone o indicato da una "bolla" di luce (es.:

meridiana solare di S. Petronio di Bologna)...che sia proprio vero che "non c'è nulla di nuovo sotto il

sole"? che l'unificazione di spazio e tempo sia sempre stata sotto i nostri occhi?

lunedì 7 novembre 2011

Metro-definizione


Un metro è definito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un intervallo di tempo pari a 1/299 792 458 di secondo. (fonte Wikipedia)