Corriere piccolo

lunedì 7 giugno 2010

Viaggio di nozze rocambolesco anni ’50

Quand’ero molto piccola, ho assistito al racconto di due sposini che avrebbero voluto passare la prima notte di nozze nella romantica Venezia, ma che si videro obbligati a fare tappa a Chioggia per mancanza di collegamenti con la città lagunare in serata.
Quando il bigliettaio del pullman annunciò alacremente “Sant’Anna di Chioggiaaà!” , i due sposini che se ne stavano, stretti stretti, negli ultimi sedili posteriori, udirono solo l’eco dell’ultima parola e scesero di corsa. Dovevano pernottare a Chioggia e da lì proseguire il giorno dopo, con il vaporino, alla volta di Venezia.
Quando si accorsero dell’equivoco il pullman era già ripartito e non ce ne sarebbero stati altri fino all’indomani.
Presso la fermata c’era l’unica locanda, “Locanda alle Oche” e non seppero che ritirarsi velocemente nella stanza loro assegnata che fortunatamente trovarono libera.
Al ritorno, quando la disavventura trapelò, in tanti si burlarono di loro sottolineando che meno male avevano trovato da dormire, altrimenti gli toccava fare come Giuseppe e Maria, di ricoverarsi in una stalla.
“Ma, insomma! Cosa vi viene in mente!? –interviene la Gigina, la sposa, che aveva la lingua staccata dal palato- San Giuseppe e la Madonna si sono ritrovati in una stalla perché la storia doveva andare così, e non perché fossero degli imbranati come noi!”
“Ma quali imbranati –protestò l’Ercole, lo sposo- ci eravamo distratti… estraniati… insomma concentrati su noi stessi!”
“ Ha! Ha! Ha! – schioccarono una sonora risata di gusto- su voi stessi… ce lo immaginiamo! Per questo avevate l’ovatta negli orecchi?!”
“ Non ce n’è importato nulla, di ritrovarci a Sant’Anna –interviene ancora la Gigina- ci siamo portati in camera due pagnotte da tre etti ciascuna con un etto di mortadella a testa, più un fiasco di Valpolicella.. che è stata una goduria. La locandiera aveva terminato le vivande… è stato meglio così: abbiamo cenato di gusto lo stesso nella nostra intimità… mi sono spiegata?”
“Ma che sfacciata, la sposina!” L’accusarono sempre in tono faceto rivolgendosi a Ercole.
“Per niente! –si difese Gigina- sono una donna sposata ora e posso dire la mia!”
“Ercole, la senti la tua signora?”
Ercole rideva, divertito.
In quel momento, io ho creduto che ridesse sulla loro cena a pane e mortadella, mentre ora so che c’era ben
altro dietro l’espressione compiaciuta.

mercoledì 2 giugno 2010

Ciao carissimi, sono stata qualche giorno in viaggio per la nostra bellissima Italia!

Basilica Santa Maria del Colle - Pescocostanzo -Abruzzo


Chiesa di S. Michele -Monte Sant'Angelo nel Gargano
ed
a
San Giovanni Rotondo
da Padre Pio che ci ha lasciato questo aforisma fra gli altri:

«Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere.»