Corriere piccolo

lunedì 29 marzo 2010

Buona Pasqua!


A tutti gli amici

un augurio affettuoso

ciao Nou :-)

Bassa affluenza


domenica 28 marzo 2010

Ora me ne voglio andare...bau!

E pulite un po' sto giardino che senno' mi prendo le zecche!
Sempre vostra!
Sophia

Anche de profilo so bbella, me lo posso di'!

Sofi'!

Sono carina...nèh!

Al tessuto di spugna preferisco il persiano.
La vostra Sophy

Ciao amici...bau!

A quando la rasatura dell'erba?

La vostra Sophy

venerdì 26 marzo 2010

domenica 21 marzo 2010

O Primavera Nuda -Poesia-


Alda Merini



O primavera nuda



coperta di soli fior.



Sanno tutto di te



ormai sul Naviglio,



solo tua madre



aveva la tempesta.



Ti copri ormai le mani



che hanno sole d'amore,



vogliono il tuo mistero:



baciar la Poesia.

***

mercoledì 17 marzo 2010

E io pubblico! di Nounours

:-)
:-))
:-)))

"Oggi" di Dodibasso

“Oggi,
il sole,
in preda alla timidezza,
non
osa
farsi avanti
con
piglio deciso.
Di
Questo
ne
approfittano
le nuvole
che,
in quanto femmine,
sanno apparir
con
più
civetteria”.

lunedì 15 marzo 2010

Personaggio celebre





Giulietta Masina
(Foto Mario Di Biasi)

domenica 14 marzo 2010

Giovane Artista Italiana


Marta Dalla Via













http://www.myspace.com/martadallavia

Seascape (Veduta marina)

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Foto


di


Paolo


Benini
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Parco Delta del Po

Culbianco (Oenanthe oenanthe) di passaggio al Bacucco (Rovigo)

venerdì 12 marzo 2010

Gioco di squadra

Lettera ad un amico:
-Ho appena sentito parlare in tv sui momenti difficili della vita. Hanno usato la metafora della squadra di calcio. Dicevano che ognuno di noi si sente il portiere e che quando si prende un goal si prova il sentimento di sconfitta, inadeguatezza, fallimento. Una psicoterapeuta spiegava che è quello il momento per il portiere di confidare nei terzini che assieme a lui possono proteggere quella porta da un altro goal.
Nella partita della vita quotidiana, sono una terzina con tanta buona volontà, e mi adopero affinché nessuna porta debba essere presa d’assalto. Soprattutto quella della mia squadra del cuore.
Risposta:
-Stupenda e veritiera metafora. Lo dico, questa volta, sapendone....Ho giocato per molto tempo a calcio nel ruolo di PORTIERE. Discreto, non eccelso, ma degno di rappresentare quella squadra, in quella categoria e in quel momento storico. La condizione del “ruolo di portiere” è la più delicata e la più fragile. Se un attaccante fallisce un goal ci si dispera al momento, ma poi, basta che ne segni uno, che si scatena l’apoteosi e quello successo prima viene dimenticato. Ma per il portiere è diverso: subire un goal è una via senza ritorno. A quel maledetto goal puoi far seguire parate eccezionali, ma la macchia rimane, anche se non si perderà la partita. E questo ti pesa e va gestito con tanta forza d’animo. E’ come nella vita: i nostri errori sono i goal subiti che ti “marchiano” per sempre, nonostante le cose buone che farai per compensarli.
Per fortuna che il sentimento e l’intelligenza di chi ti sta accanto fanno la differenza e ti danno la possibilità di sentirti utile e necessario alla “squadra” della tua vita quotidiana.
Nounours

Gentile pensiero


Dal blog di Marianna con mille ringraziamenti da parte mia.
Nounours

mercoledì 10 marzo 2010

Libere parole


Vorrei afferrare le parole
Lanciarle come sassi
Giù dal monte
In libertà

Le parole sono fuoco
Sono aria e granito
Sono anima che si espande.
Piangono le parole e ridono,
tagliano e feriscono.
Sanno le parole e sono
realtà che si fa.

lunedì 8 marzo 2010

Otto Marzo

Colori

Alda Merini
S’io riposo, nel lento divenire
Degli occhi, mi soffermo
All’eccesso beato dei colori;
qui non temo più fughe o fantasie
ma la “penetrazione” mi abolisce.
Amo i colori, tempi di un anelito
Inquieto, irresolvibile, vitale,
spiegazione umilissima e sovrana
dei cosmici “perché” del mio respiro.
La luce mi sospinge ma il colore
M’attenua, predicando l’impotenza
Del corpo, bello, ma ancor troppo terrestre.
Ed è per il colore cui mi dono
S’io mi ricordo a tratti del mio aspetto
E quindi del mio limite.

I versi sono polvere chiusa
Di un mio tormento d’amore,
ma fuori l’aria è corretta,
mutevole e dolce ed il sole
ti parla di care promesse,
così quando scrivo
chino il capo nella polvere
e anelo il vento, il sole,
e la mia pelle di donna
contro la pelle di un uomo.

Ah se almeno potessi,
suscitare l’amore
come pendio sicuro al mio destino!
E adagiare il respiro
Fitto dentro le foglie
E ritogliere il senso alla natura!
O se solo potessi
Toccar con dita tremule la luce
Quella gagliarda che ci sboccia in seno,
corpo astrale del nostro viver solo
pur rimanendo pietra, inizio, sponda
tangibile agli dei…
e violare i più chiusi paradisi
solo con la sostanza dell’affetto.

No, non chiudermi ancora nel tuo abbraccio,
atterreresti in me quest’alta vena
che mi inebria dall’oggi e mi matura.
Lasciamo alzare le mie forze al sole,
lascia che mi appassioni dei miei frutti,
lasciami lentamente delirare…
e poi coglimi solo e primo e sempre
nelle notti invocato e nei tuoi lacci
amorosi tu atterrami sovente
come si prende una sventata agnella…



venerdì 5 marzo 2010

Perplessità




Risposta a BigCanaglia blogger

Caro BigCanaglia,
ti ho promesso una mia risposta ed è mia abitudine onorare le promesse per rispetto delle parti. Se avessi sospettato che mi sarebbe stato così difficile, non lo avrei fatto, ma questa è una considerazione del senno di poi.
Io ti ho preso sul serio, come prendo sul serio me stessa e poche altre persone e mi sono impegnata come meglio ho potuto.
Certamente non c’è una parola in quanto scrivo, ho scritto, dato che questa è una “bella” della mia seconda lettera, in brutta copia, dato che la prima l’ho scartata ritenendola non molto chiara e esauriente, che non sia stata meditata. Esauriente, non è neppure questa che ti invio: ogni riflessione ne potrebbe sviluppare altre cento perché molti sono i punti di osservazione della realtà.
***
La tua costruzione dell’Universo-Uomo quale sole del suo sistema planetario è una bella metafora. In questa non riesco a distinguere quando l’Uomo è sole e quando è pianeta ovvero quando illumina o quando è illuminato. Non perché tu non ti sia spiegato, ma perché non riesco a vedere l’insieme o l’interscambio.
Se diamo per scontato che ogni individuo è un universo, si desume che in sé vi siano tutti gli elementi che costituiscono l’universo e quindi che egli sia fatto di sole e di pianeti e relative leggi naturali di governo.
La mia prima obiezione è che l’uomo se è sole non può essere pianeta.
Se ben ricordo un’intervista alla scienziata Margherita Hack, lei spiegava che la nostra anima è il nostro cervello, e inoltre che sia la mente che ogni corpo sono riconducibili a un nucleo di carbonio…
Ridotta così all’origine la vita, beh! Ce n’è di costruzione attorno. Una costruzione del pensiero e delle cose di tutta la realtà quindi, che ci fa essere “noi nel mondo” quello che siamo diventati e quello che diventeremo. Proseguiva dicendo che la morte non esiste e che ci trasformeremo : alcune molecole diventeranno albero altre roccia altre aria insomma altre vite. Questo è stato un qualcosa che non avevo mai considerato pur avendo pensato alla reincarnazione, ma non in una forma così parcellizzata. Comunque questo è il suo pensiero da scienziata atea.
Tu, se ho ben capito, parli dell’autocoscienza e della consapevolezza dell’uomo nel suo percorso fino ad oggi. Del suo sapere. E certamente condivido la tua idea di uomo migliore in quanto evoluto attraverso il percorso cognitivo. Ma anche qui quante altre osservazioni si potrebbero avanzare? Una: non tutti gli uomini hanno avuto pari opportunità. Quindi le differenze.
Tutti , siano attraversati dal sole, o energia vitale che muove tutte le cose “in istante” (grazie di queste due parole che mi hanno incantata).
Ritornando alla metafora ribadisco il mio pensiero che nessuno di noi è il sole: siamo tutti pianeti che orbitiamo chi più vicino chi più lontano. Il sole è Lui l’energia pura. Ribadisco che non possiamo immaginare l’energia perché ne vediamo solo l’emanazione, come della bellezza, del bene e anche del male in questa nostra realtà ne vediamo la manifestazione, i fenomeni del mondo sensibile.
Mi piace la filosofia e mi interesso a questa scienza perché più della teologia o della psicologia mi ha aperto alle prospettive del ragionare e del ricercare la verità delle cose; ricerca che non può mai raggiungere un traguardo. In questa ricerca o domanda, risiede molta della nostra umanità.


Della lettera, ne è uscita una terza stesura, perché il pensiero è in istante.
Ciao Nounours
NOTA BENE: io non sono una pecora e Dio non è antropomorfo :-)
P.S. Spero di essere stata più esauriente senza finire esaurita… ah,ah, un abbraccio.